Presunti appalti per i rifiuti pilotati a Caserta, prescrizione per l’ex sindaco Carlo Marino

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha pronunciato sentenza di non luogo a procedere, per intervenuta prescrizione, nei confronti di Carlo Marino, ex sindaco di Caserta, che era imputato nel processo per le presunte turbative d'aste negli appalti comunali per i rifiuti; il giudice ha disposto la prescrizione anche per altri 4 imputati, vale a dire Nicola Mottola, Pasquale Vitale, l'ex dirigente al Comune di Caserta Marcello Iovino e Biagio Bencivenga.
L'inchiesta è quella sull'azienda dell'imprenditore Carlo Savoia, che resta sotto processo insieme ad altri 7 imputati. Secondo gli inquirenti l'azienda di Savoia – considerato vicino al clan del Casalesi – si sarebbe aggiudicata decine di appalti relativi i rifiuti in diversi Comuni delle province di Caserta, Napoli, Benevento, Salerno, Latina e Potenza, turbando le gare grazie alla complicità di politici e funzionari pubblici.
Il Comune di Caserta sciolto per camorra
Nell'aprile del 2025, quando Carlo Marino era nel pieno del suo secondo mandato come sindaco di Caserta, il Comune è stato sciolto dal Consiglio dei Ministri, su richiesta del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, per infiltrazioni camorristiche. L'ex sindaco Marino aveva impugnato la decisione e fatto ricorso al Tar, che però, nell'aprile di quest'anno, ha confermato lo scioglimento del Comune di Caserta.