In Campania, ed in particolare a Napoli, è emergenza posti letto. I numeri delle ultime ore ci raccontano di posti di degenza ordinaria praticamente esauriti, così come i posti di terapia subintensiva. Una situazione che dimostra come l'organizzazione sanitaria campana mostri diverse falle davanti al riacutizzarsi dei contagi che vedono la Campania stabilmente tra le prime regioni per diffusione del contagio da Covid 19 in Italia. Una delle strutture che doveva servire a potenziare, come fu annunciato da Vincenzo De Luca, la dotazione di posti letto per la Regione Campania è il Covid Center prefabbricato nel parcheggio dell'Ospedale del Mare. Ma quella struttura, che funziona a scartamento ridotto con soli 12 posti di terapia intensiva attivati su 72 dichiarati nel momento dell'inaugurazione, con soli due moduli su tre entrati in funzione, sta accogliendo pazienti che vengono curati dagli stessi medici e infermieri dell'Ospedale del Mare. In buona sostanza non ci sono state nuove assunzioni e ora medici e infermieri sono costretti a far funzionare sia il Covid Center che l'Ospedale del Mare basandosi sempre sulle stesse forze. Una situazione che ha portato ad un paradosso: non vengono occupati tutti i posti letto dell'Ospedale del Mare, perché se fosse a pieno regime medici e infermieri non potrebbero essere distaccati al Covid Center prefabbricato che sarebbe quindi completamente sprovvisto di personale.

Gli infermieri: "Lavoriamo per 10 con 5 in un clima da caccia alle streghe"

E' della settimana scorsa il divieto imposto da Vincenzo De Luca a medici e infermieri di poter parlare con la stampa. "Dicono che è un bavaglio? Tutte idiozie" tuonava il presidente una settimana fa a chi lo accusava di poca trasparenza in una fase così delicata per la salute dei cittadini campani. Ma la situazione è proprio questa. Abbiamo incontrato diversi infermieri dell'Ospedale del Mare di cui dobbiamo coprire l'identità, semplicemente perché finirebbero davanti al consiglio di disciplina e rischierebbero il licenziamento. "Il regolamento aziendale ci impedisce di diffondere notizie nocive per l'azienda, e questo lo posso anche capire – ci dice uno degli infermieri dell'Ospedale del Mare – ma se tu mi costringi a lavorare in queste condizioni, sotto organico, è normale che uno si deve lamentare".  Ed ancora: "Ci dicono di non parlare, di farci i fatti nostri, io ora parlo con voi ma sto rischiando il licenziamento se viene fuori il mio nome". La questione è semplice quanto drammatica ed è un fulgido esempio dell'emergenza posti letto per il Covid in Campania e dell'assenza di pianificazione negli ultimi 4 mesi in cui la pandemia aveva dato respiro ai cittadini. "All'Ospedale del Mare da quando è stato montato il prefabbricato ci stiamo occupando anche di quello – spiega l'infermiere – i LEA dicono che nella condizione di emergenza – urgenza il rapporto tra paziente e infermiere è di 1 infermiere ogni 2 pazienti. Nella terapia intensiva ordinaria dell'Ospedale del Mare ci sarebbero 20 posti letto per 11 infermieri in turno. Ma in verità i dirigenti comunicano che possiamo prendere in rianimazione 12-13 pazienti perché in questo modo 3 infermieri vengono spostati con ordine di servizio giù al Covid Center prefabbricato".  Se venissero occupati tutti i 20 posti della terapia intensiva dell'Ospedale del Mare nessun infermiere (e nessun medico) potrebbe essere spostato al Covid Center prefabbricato. "Non vogliono far uscire i problemi reali – prosegue la nostra fonte – perché questi problemi denotano la mancanza di programmazione e pianificazione". Il Covid Center prefabbricato ha aperto i battenti, seppure in maniera molto parziale il 20 aprile 2020, possibile che in 5 mesi l'Asl Napoli 1 non abbia provveduto all'assunzione di personale per farlo funzionare autonomamente? Cosa hanno fatto in questi 5 mesi? "La campagna elettorale – ci risponde l'infermiere – che era molto più importante per loro".

Caso (M5S): "Gli stessi operatori costretti a far funzionare due strutture"

Sulla vicenda dell'Ospedale del Mare, che rischia di essere un paradigma dell'emergenza posti letto in Campania, è intervenuto il deputato del Movimento 5 Stelle Andrea Caso, come racconta a Fanpage.it. "Il 28 settembre ho scritto una lettera al direttore dell'Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva e al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, per sapere come sia possibile che gli stessi infermieri devono far funzionare due strutture e come è possibile che non siano state fatte assunzioni". Da allora il deputato del Movimento 5 Stelle non ha ricevuto risposta dai vertici dell'Unità di Crisi. "I lavoratori sono sottoposti ad uno stress incredibile e questa situazione determina che i posti letto ci sono ma non possono essere usati" spiega Caso. A questa situazione si aggiunge il clima pesantissimo fatto calare sul personale sanitario da parte dell'Unità di crisi presieduta da De Luca, unico organo che può autorizzare le comunicazioni. "Si tratta di un bavaglio nei confronti di chi ci lavora negli ospedali ed ha la dimensione precisa di quelli che sono i problemi" commenta il deputato napoletano.  "De Luca oggi va a chiedere aiuto al governo chiedendo più medici e più infermieri – conclude Caso – ma cosa ha fatto negli ultimi 5 mesi?".

De Luca vuole aprire il terzo modulo: "Non hanno idea"

Da aprile ad oggi sui 72 posti disponibili di terapia intensiva nel Covid Center prefabbricato ne sono stati attivati solo 12, per una carenza di organico ormai conclamata. Con l'aumento dei contagi però, il presidente De Luca vuole mettere in funzione anche il terzo modulo della struttura prefabbricata costruita nel parcheggio dell'Ospedale del Mare che non è mai entrata in funzione. "De Luca vuole aprire il terzo modulo, noi già ora siamo in carenza di organico, con il terzo modulo sarà un disastro – spiega il nostro infermiere – tra l'altro il terzo modulo va allestito, va rifornito di farmaci, di presidi sanitari, di tute, di mascherine, loro pensano che oggi ordinano l'apertura e domani la struttura accoglie i pazienti, non hanno idea di cosa significhi. Qui non c'è nessun tipo di programmazione". La drammatica carenza di organico dell'ospedale di Napoli Est non potrà che aggravarsi ulteriormente con l'apertura del terzo modulo che rischia di essere, anche questa, soltanto un'operazione spot per mascherare le difficoltà oggettive della sanità campana.