Napoli, operata la donna con le forbici dimenticate nella pancia, la figlia: “Mamma soffriva, le dicevano che erano i punti”

Operata all'ospedale Fatebenefratelli di Napoli la donna con le forbici dimenticate nella pancia. La donna era stata sottoposta lo scorso ottobre ad un intervento chirurgico in un'altra clinica privata, subito dopo aveva cominciato ad accusare dei dolori addominali. "Le dicevano che erano i punti", ha raccontato la figlia. Oggi, a distanza di 7 mesi dal primo intervento, la paziente è tornata in sala operatoria, questa volta al Fatebenefratelli, ospedale di via Manzoni a Chiaia che nulla c'entra con la vicenda, questa volta per rimuovere le forbici che aveva nello stomaco. Prima dell'intervento ha ricevuto la visita del parlamentare Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi Sinistra), dell'avvocato Francesco Petruzzi, che la sta assistendo legalmente, e del consigliere locale Lorenzo Pascucci. "Mi ha preso la mano e mi ha detto: ‘Tocchi la mia pancia, senta le forbici'. E aveva ragione, si percepivano chiaramente sotto la pelle. È stato impressionante" ha raccontato Borrelli.
La scoperta dopo un intervento in una clinica privata
La scoperta delle forbici nella pancia sarebbe avvenuta dopo un intervento di addominoplastica effettuato nell’ottobre 2025 presso una clinica privata. La famiglia della donna ha presentato un esposto per chiedere di chiarire come le forbici possano essersi ritrovate nell'addome della donna. La paziente oggi, prima dell'intervento di rimozione del corpo estraneo al Fatebenefratelli, ha incontrato Petruzzi, Pascucci e Borrelli. Questi ultimi hanno poi parlato con la figlia, all'esterno dell'ospedale.
"Dal primo giorno – ha raccontato la figlia a Borrelli – appena tornata a casa dopo l’intervento, mia madre ha iniziato a stare male. Aveva dolori continui, non riusciva a stare bene. Per sette mesi il chirurgo che l’aveva operata ha continuato a minimizzare, dicendo che quello che sentiva nella pancia erano semplicemente i punti dell’intervento e che fosse tutto normale. Mia madre è rimasta così fino alla scoperta fatta pochi giorni fa con la TAC”, ha raccontato la figlia della paziente.
"Per sette mesi – afferma Borrelli – nessuno è intervenuto tempestivamente per risolvere il problema della signora, nonostante i continui dolori e le ripetute richieste di aiuto. Anzi, la sensazione è che si sia tentato di minimizzare e coprire eventuali responsabilità. Ora bisogna approfondire tutta la catena delle responsabilità e chi ha sbagliato deve pagare". "Mi sono immediatamente attivato – commenta l'avvocato Petruzzi – affinché l’intervento venisse anticipato a oggi, vista la gravità della situazione. Sono stato anche in Procura chiedendo che venga approfondita non solo la responsabilità diretta dell’errore chirurgico, ma l’intera gestione successiva del caso".