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Ospedale Cardarelli di Napoli, 14 nuovi primari in un anno e mezzo: età media 55 anni e medici in arrivo dal Nord

L’ultimo incarico va all’anestesista Maurizio Ferrara, che dal 1° settembre dirigerà la Terapia Intensiva Post Operatoria. I più giovani hanno meno di 50 anni.
I primari Pasquale Gallo e Teresa Renda
I primari Pasquale Gallo e Teresa Renda

Una pneumologa che lascia la Toscana per Napoli, un chirurgo vascolare che arriva dall'Emilia Romagna. Al Cardarelli, il più grande ospedale del Mezzogiorno, la rotta dei camici bianchi si è invertita: non più solo partenze verso il Nord, ma medici che scelgono di venire a lavorare all'ombra del Vesuvio. In un anno e mezzo l'ospedale di via Cardarelli ha nominato 14 nuovi primari, cioè direttori di unità operativa complessa. L'età media è di 55 anni, con due under 50: Pasquale Gallo, alla guida di Ostetricia e Ginecologia, e Teresa Renda, alla Pneumologia e terapia semintensiva respiratoria. L'ultimo incarico in ordine di tempo è quello della Terapia Intensiva Post Operatoria, assegnato tramite avviso pubblico all'anestesista Maurizio Ferrara. Dal 1° settembre dirigerà la struttura per i prossimi cinque anni.

L'elenco completo dei nuovi direttori comprende, oltre a Ferrara, Gallo e Renda: Carlo Petroccione (Chirurgia plastica ricostruttiva), Francesco Longo (Chirurgia maxillo-facciale), Giuseppe Lombardi (direttore medico di presidio), Antonio Russo (Pneumologia), Carmela Iodice (Nefrologia ed Emodialisi in elezione e in emergenza), Fabio Di Santo (Ortopedia 2), Antonio Ruocco (Cardiologia), Sabrina Giovine (Radiologia Generale e Pronto Soccorso), Luigi Ferrara (Medicina interna 2), Gustavo Iacono (Chirurgia vascolare ed endovascolare) e Francesco Imperatore (Rianimazione DEA). Il dato che il vertice dell'ospedale rivendica è la provenienza geografica. Diversi tra i nuovi primari arrivano da fuori regione: la dottoressa Renda ha maturato la sua esperienza in Toscana, il dottor Iacono in Emilia Romagna.

«Molti degli ultimi primari provengono da fuori regione – spiega il direttore generale del Cardarelli Antonio d'Amore -. Ciò a riprova del fatto che il Cardarelli è di nuovo attrattivo e competitivo per i professionisti che si occupano di salute nonostante le difficoltà che vive in questo momento storico il sistema sanitario nazionale». Il direttore generale rivendica anche il ruolo della struttura pubblica: «Siamo felici di poter essere un punto di riferimento non soltanto nel Sud ma in tutto il Paese e rivendicare l'identità di ospedale pubblico, che non manda mai indietro nessuno e che fornisce motivazioni e stimoli per tantissimi medici giovani che hanno scelto di dedicare la loro vita alla cura del prossimo».

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