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6 Maggio 2022
12:21

Ospedale Cardarelli, blitz dei carabinieri Nas al Pronto Soccorso pieno di barelle e al Secondo Policlinico

Ispezioni sia al Pronto Soccorso del Cardarelli che al Policlinico Nuovo della Federico II. Manfredi: “Potenziare la rete dei medici di base”
A cura di Pierluigi Frattasi
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Blitz all'Ospedale Cardarelli di Napoli dei carabinieri del Nas, il Nucleo Anti sofisticazione, dopo il caso del ritorno dei pazienti sulle barelle al Pronto Soccorso. I militari dell'Arma sono arrivati per una ispezione nella giornata di ieri. Controlli coordinati dal tenente colonnello Alessandro Cisternino. Verifiche finalizzate ad accertare l'eventuale presenza di criticità legate all'assistenza sanitaria. Solo due giorni fa, come riportato da Fanpage.it, 25 medici del Pronto Soccorso avevano protocollato le dimissioni in massa denunciando "l'assistenza sanitaria negata a causa del superaffollamento" del nosocomio partenopeo. Analoghi controlli di natura conoscitiva sono stati eseguiti dai militari del Nas anche al Secondo Policlinico della Federico II.

Al Cardarelli 180 accessi al Pronto Soccorso anche oggi

Pronto Soccorso del Cardarelli preso d'assalto anche oggi dai pazienti. Nelle ultime 24 ore si sono registrati altri 180 accessi, una media ormai stabile da giorni. All'esterno dell'ospedale c'è anche una auto della Polizia di Stato che vigila che non ci siano disordini. Mentre i parenti dei pazienti restano in attesa all'ingresso. Nella sala d'attesa all'interno invece si registra folla, anche perché molte persone ricoverate in pronto soccorso chiedono di essere spostate per approfondimenti nei reparti relativi alle loro patologie, si tratta di circa il 40% degli arrivi.

Il sindaco Manfredi: "Potenziare i medici di famiglia"

Per il sindaco Gaetano Manfredi, "il Cardarelli è una grande realtà per il Mezzogiorno, ma è chiaro che da solo non ce la può fare. Si deve rafforzare la rete dell'emergenza, c'è la necessità di avere più poli di accesso, ma è anche molto importante il ruolo della medicina territoriale perché senza un filtro della medicina territoriale, il pronto soccorso diventa l'unico luogo di assistenza dove convergono tutti, e nessuno può reggere una situazione del genere". Per l'ex rettore della Federico II, "si trovino soluzioni organizzative. È chiaro che servono anche investimenti da parte del Governo affinché si possa dare una risposta alla necessità di salute che in una città come Napoli è determinante".

"La situazione del Cardarelli è stata sempre complessa. Veniamo da dieci anni di commissariamento che ha fortemente ridotto il personale ospedaliero ma esiste un tema nazionale che è quello dei pochi medici che scelgono la specializzazione in medicina d'urgenza perché è un lavoro molto duro e rischioso, problematica a cui si è sommato l'effetto del Covid che ha determinato la chiusura di alcuni pronto soccorso con la trasformazione delle strutture in ospedali covid. Oggi è in corso una fase di riorganizzazione".

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