Nessuno vuole aprire più il portone del Consiglio comunale di Napoli: né i vigili urbani né i custodi

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Il palazzo del Consiglio comunale in via Verdi a Napoli
Dopo l’incendio di agosto, manca il gabbiotto dei custodi. Nessuno ha contattato Napoli Servizi e la Polizia Locale definisce l’attività un demansionamento.

Al Comune di Napoli non si sa chi deve aprire il portone del consiglio comunale di via Verdi 35. L'incendio di agosto ha devastato l'ingresso e distrutto il gabbiotto di legno dei custodi. La conseguenza è che adesso che il palazzo ha riacquistato l'agibilità e deve essere aperto tutti i giorni, l'ingresso della casa comunale è sguarnito. I custodi della Napoli Servizi sono stati spostati altrove e alla società partecipata, a quanto apprende Fanpage.it da fonti qualificate, nessuno ha comunicato finora la necessità di tornare. Il dipartimento del Consiglio Comunale ha chiesto alla Polizia Locale di provvedere all'apertura del portone la mattina. Ma i sindacati dei caschi bianchi si sono opposti e denunciano il "demansionamento" degli agenti. Chi è impegnato ogni giorno per la sicurezza della città, in qualità di polizia municipale, sostengono, non deve fare "servizio di portierato, la Polizia Locale merita rispetto", affermano i sindacati.

E quindi resta il problema: chi apre e chiude il portone del Comune? I caschi bianchi, come sempre, sono disponibili a garantire la sicurezza. Ma non ad occuparsi delle manovre di apertura e chiusura del portone, peraltro operazione non agevole, considerato che è alto 4 metri e con pesanti chiavistelli, nonché sprovvisto di automazione. L'apertura, quindi, va fatta a mano ogni giorno. Un'attività, secondo i sindacati, da operatore con qualifica B o A, ma non prevista per gli agenti che sono assunti con inquadramento almeno C. Il caso del rischio del demansionamento è stato sollevato da vari sindacati. "La polizia locale non può e non deve essere chiamata a svolgere compiti di portierato", affermano Agostino Anselmi e Giuseppe Ratti della Cisl Fp. Mentre ieri Csae Fp Cgil hanno scritto all'amministrazione chiedendo di bloccare il provvedimento. Per la Uil Fp, invece, alla Polizia Locale spetta "un'attività di verifica e controllo della sede istituzionale e non di mansioni di portierato" e invita a "non fare strumentalizzazioni".

La posizione del sindacati sull'apertura del portone

Insomma, la vicenda del portone è diventata un caso. Tanto che è sceso in campo il leader della Cisl Funzione Pubblica di Napoli, Nino Matteo: "Ci troviamo di fronte ad una vicenda che rasenta il ridicolo. Alla polizia municipale di Napoli è stato affidato il servizio di portierato del palazzo di via Verdi, dove c'è la sede del Consiglio comunale. Chi ha adottato il provvedimento non si rende conto che in questo modo non rispetta il contratto di lavoro degli enti locali, i ruoli e le funzioni dei lavoratori. Sono obblighi di legge, che nessuna disposizione può mettere in discussione". Così commenta "la decisione presa dalla dirigenza".

"È necessario fare chiarezza – dichiarano i dirigenti FP Agostino Anselmi e Giuseppe Ratti – perché la polizia locale non può e non deve essere chiamata a svolgere compiti di portierato, custodia o, tantomeno, di apertura e chiusura di strutture pubbliche. Si tratta di attività che, in attuazione del CCNL e dell'organizzazione dei servizi dell'Amministrazione, sono affidate alla società partecipata del Comune di Napoli competente per tali mansioni".

Il sindacato rivendica che "nel corso degli anni, il Corpo ha sempre garantito la massima collaborazione al personale incaricato dei servizi di custodia e gestione delle strutture, senza mai sottrarsi alle proprie responsabilità istituzionali" e chiarisce che "non c'è stata alcuna iniziativa da parte dei vertici della P.M. finalizzata a impartire ordini di servizio agli agenti per lo svolgimento delle attività di apertura e chiusura del portone di via Verdi. Dal giorno dell'incendio, è stato invece richiesto alla stessa di assicurare la presenza di un'autovettura di servizio sulla pubblica via antistante l'ingresso, puntualmente garantita". Il sindacato chiede di sapere "per quale motivo il dirigente del Servizio del Consiglio non ha richiesto alla società partecipata del Comune di Napoli, alla quale tali attività competono, di svolgere le funzioni previste, anziché coinvolgere impropriamente altri operatori". "Come CISL FP – concludono i sindacalisti Anselmi, Ratti e Palmieri – siamo e saremo sempre a difesa e tutela dell'onorabilità del glorioso Corpo e non consentiremo a nessuno di utilizzare in modo strumentale e populistico vicende organizzative per gettare discredito e offrire all'opinione pubblica un'immagine negativa della polizia locale".

"La Polizia Locale non è un servizio di portierato", sostiene la Uil Fp, con Angelo Orlanducci, Ida Grassia, Annibale De Bisogno e le rsu Rita Sergio, Angelo Adamo, Antonio Caldo. "I colleghi del Drappello di Palazzo San Giacomo – scrive il sindacato – si recano la mattina presso la sede di via Verdi esclusivamente per verificare che, durante la notte, non si siano verificate intrusioni o situazioni anomale, considerato che il Palazzo non è presidiato nelle ore notturne. Analogamente, dopo le ore 23.00, al termine delle pulizie effettuate dal personale di Napoli Servizi, verificano che il portone sia stato regolarmente chiuso. Si tratta, dunque, per quanto consta alla Uil Fp, di attività di verifica e controllo della sede istituzionale e non di mansioni di portierato. Questi sono i fatti. Nessuno ha mai osato trasformare gli appartenenti alla Polizia Locale in portieri e mai la Uil Fp lo avrebbe consentito. Se ai colleghi fossero state realmente attribuite mansioni estranee alle funzioni del Corpo, saremmo stati i primi a intervenire con fermezza. Per questo diciamo chiaramente: basta con le strumentalizzazioni".

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