Napoli potrebbe tassare le case di lusso dei non residenti: la proposta arriva in Consiglio comunale
Tassare le case di lusso a Napoli di proprietà dei non residenti, ossia le seconde case, per finanziare la ristrutturazione di quelle popolari. Arriva la proposta in consiglio comunale per istituire una nuova imposta. Il nome è "Contributo di solidarietà sulle dimore di lusso non residenti" (pied-à-terre). La mozione, a firma del consigliere Rosario Andreozzi (Alleanza Verdi Sinistra), sarà messa oggi in discussione in consiglio comunale, nella stessa giornata delle proteste dei giovani studenti napoletani contro il caro prezzi, il caro affitti e la crisi abitativa. Proprio oggi è stata annunciata una manifestazione con le tende in piazza Municipio. Il documento prevede l'istituzione del contributo e il vincolo del gettito per il risanamento del patrimonio ERP, ossia l'Edilizia Residenziale Pubblica.
La città di Napoli, argomenta la mozione, "soffre di una drammatica sperequazione abitativa e a fronte di un mercato immobiliare di lusso in espansione, migliaia di alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) versano in condizioni di degrado strutturale". L'altra premessa è che il Comune di Napoli applica già l'aliquota IMU massima (1,06% per le seconde case), cioè l'imposta sulle seconde abitazioni, come prevede la legge 160 del 2019, essendo un ente in pre-dissesto e quindi i margini di manovra di aumentarla ulteriormente non ci sono. Questo gettito, però, secondo Andreozzi, finora non sarebbe stato "sufficiente a garantire il diritto a una casa dignitosa per le fasce popolari". L'altro dato da tenere in considerazione è quello che "molti immobili di pregio (categorie catastali A/1, A/8, A/9) situati nel territorio comunale sono di proprietà di soggetti non residenti, utilizzati esclusivamente come pied-à-terre o asset finanziari, contribuendo alla desertificazione dei quartieri e alla crescita dei prezzi".
"Una misura di giustizia sociale"
Da qui, l'idea: istituire una nuova tassa sulle case di lusso di proprietà di non residenti per usare i fondi recuperati per gli "interventi urgenti di manutenzione straordinaria" sul patrimonio Erp comunale, per il quale i fondi ordinari sarebbero insufficienti. "È necessario sperimentare nuove forme di prelievo fiscale – sottolinea il documento – basate sulla capacità contributiva d’élite per finanziare interventi diretti di giustizia sociale. Il Consiglio comunale impegna il Sindaco e la Giunta a istituzione del "Contributo speciale grandi patrimoni".
Nelle previsioni, la tassa si configurerebbe come "un contributo straordinario annuale a carico dei proprietari di immobili di lusso (A/1, A/8, A/9) non residenti e non locati" e andrebbe a compensare "i costi sociali e urbani derivanti dal mancato utilizzo residenziale del patrimonio". Dal punto di vista tecnico, il primo passo suggerito è quello della formalizzazione di un regolamento per introdurre il nuovo contributo. La mozione chiede anche al Comune di Napoli di "farsi portavoce presso il Governo italiano e presso il Parlamento affinché conceda ai Comuni in stato di emergenza abitativa, come Napoli, il potere di applicare una maggiorazione IMU specifica (oltre il limite attuale) per i patrimoni immobiliari di lusso sfitti".
Infine, c'è la necessità di vincolare le potenziali entrate dal nuovo balzello al rifacimento degli alloggi popolari. Da qui, l'ultimo comma che prevede il "vincolo di bilancio per l'edilizia popolare: disporre che il 100% delle risorse derivanti da tale nuovo contributo, unitamente a una quota vincolata del gettito IMU già riscosso sulle categorie di lusso, sia destinato esclusivamente al Piano straordinario di risanamento ERP; 4. Interventi obbligatori: destinare la totalità delle risorse raccolte esclusivamente al finanziamento di interventi strutturali contro il dissesto e le infiltrazioni negli edifici popolari, al rifacimento integrale degli impianti elettrici e termici comuni, nonché al recupero degli alloggi sfitti per inagibilità ai fini della loro immediata riassegnazione, vietandone l'utilizzo per qualsiasi altra voce di spesa del bilancio comunale".