L’ex Convitto Pontano alla Conocchia comprato dal Ministero: potrebbe diventare museo o case popolari
L'ex Convitto Pontano alla Conocchia è stato comprato per 1,2 milioni di euro dal ministero della Cultura che ha esercitato il diritto di prelazione. L'enorme complesso Seicentesco di Capodimonte a Napoli, immerso in un parco verde, infatti, era abbandonato da oltre 40 anni e in stato di fatiscenza. Era stato venduto all'asta ad una grossa società farmaceutica, ma, essendo vincolato dal 1995 (decreto del 22 aprile), il ministero, retto dal ministro Alessandro Giuli, ha avuto la possibilità di riscattarlo allo stesso prezzo, come previsto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. Il provvedimento è stato adottato con decreto del Direttore generale Archeologia, belle arti e paesaggio, sulla base dell'istruttoria della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Napoli. La comunicazione è avvenuta il 6 ottobre scorso. Adesso, l'acquisizione sarà formalizzata entro i prossimi 30 giorni, poi bisognerà espletare le procedure burocratiche. Gli abitanti di Capodimonte hanno accolto la notizia positivamente. Negli scorsi giorni si erano sollevate proteste e polemiche sulla sua alienazione.
L'immobile resterà di proprietà pubblica e sarà restaurato. Cosa diventerà? Il dibattito è aperto. L'ipotesi è quella di utilizzare lo stesso sistema dell'Albergo dei Poveri di Palazzo Fuga a piazza Carlo III, attualmente oggetto di importanti lavori di restauro che ne faranno un polo multi-funzionale, tra aree museali e servizi al cittadino. Per l'ex Convitto della Conocchia, oltre 15 mila metri quadrati coperti con ampie sale e pareti affrescate e circondato da un parco di 60 mila, le ipotesi possono essere tante. Al momento, è in corso la definizione di un’intesa fra MiC e le istituzioni del territorio finalizzata a individuare destinazioni d’uso condivise e compatibili con il valore storico-artistico dell’edificio, così da orientare i futuri progetti di restauro e valorizzazione, secondo un modello di collaborazione istituzionale già sperimentato nel recupero del Real Albergo dei Poveri.
Le proposte per la Conocchia: studentato, museo o case popolari
L'immensa struttura realizzata nel XVII secolo fu proprietà della Compagnia di Gesù. A fine Ottocento fu utilizzata come presidio sanitario per l'epidemia di colera a Napoli. Successivamente divenne una scuola importante, prima sede del Pontano, poi dell'Itis Francesco Giordani, fino agli anni '80, quando l'istituto si trasferì a Fuorigrotta e la Conocchia fu abbandonata. L'obiettivo della riqualificazione sarà restituire il complesso alla collettività. Tra le varie proposte c'è quella di trasformarla in uno studentato, un museo anche a tema sanitario, come avvenuto per il Lazzaretto dell'Ospedale della Pace, ma anche utilizzarlo come palazzo della cultura o case popolari.
Il ministro Giuli ha dichiarato che il complesso monumentale "che ha segnato la vita della città prima come luogo di cura e poi come centro di formazione per i giovani, sarà restituito alla collettività come uno spazio aperto. L’obiettivo è rigenerare questi luoghi per destinarli a finalità culturali, sociali ed educative, capaci di rispondere ai bisogni della comunità. Il restauro si accompagnerà a una riflessione sulle funzioni che il monumento potrà accogliere, perché alla conservazione corrisponda una prospettiva concreta di utilizzo. Un percorso da condividere con il Comune di Napoli e la Regione Campania, attraverso una gestione che coinvolga istituzioni pubbliche locali e soggetti privati e unisca la valorizzazione del patrimonio alle esigenze dei cittadini".
Per Ciro Guida, vicepresidente della III Municipalità con delega alla Cultura, l'ex Conocchia "dovrebbe diventare un Palazzo della Cultura e del Sociale, c'è bisogno di spazi per aggregare le persone. Lì ci sono aule, sale, uno spazio verde enorme. Andrebbe riqualificata anche la strada laterale. In alternativa potrebbe essere destinato anche ad alloggi popolari, vista la penuria di case in affitto nel centro storico".
La mobilitazione per salvare l'ex Convitto era arrivata anche in consiglio comunale che ha approvato un ordine del giornoi del Pd, con primo firmatario Gennaro Acampora (Pd) e di Gennaro Rispoli (Napoli Libera) che sollecitava l'esercizio del diritto di prelazione da parte del Ministero della Cultura sul complesso storico. "Il complesso della Conocchia – afferma Acampora (Pd) – sarà così sottratto a qualsiasi rischio di privatizzazione, piuttosto concreto dopo che il 28 luglio scorso, dopo undici tentativi andati a vuoto, l'immobile era stato ceduto a un gruppo farmaceutico romano. Con questa azione, accompagnata da un successivo coinvolgimento di istituzioni, università, associazioni, enti del terzo settore e realtà territoriali del Rione Sanità. Si può pensare a ospitare in futuro un grande studentato, che ripercorra le vecchie origini della Conocchia, rivitalizzando ancora di più il territorio con studenti universitari e fuorisede". A chiedere l'intervento del ministero erano stati anche Gennaro Centanni e Gaetano Sannino di Spazio a sinistra Napoli, mentre della vicenda si era interessato anche Pap.