I vigili urbani di Napoli si rifiutano di aprire il portone del Comune perché dicono di non essere portinai
Gli agenti di Polizia Locale di Napoli non vogliono aprire il portone della sede del Comune di via Verdi, riparato dopo l'incendio che aveva devastato l'ingresso lo scorso agosto: "Il cancello è grande, non ha il motore e noi non facciamo i portieri", tuonano i sindacati Csa e Fp Cgil che hanno inviato una lettera di diffida all'amministrazione, paventando il rischio di un "demansionamento". "La Polizia Locale svolge funzioni di polizia giudiziaria, polizia stradale e ausiliarie di pubblica sicurezza – si legge nella nota – Non può pertanto essere impiegata in modo ordinario come servizio di portierato, custodia o apertura di immobili comunali, soprattutto in assenza di un effettivo servizio di vigilanza e controllo degli accessi".
La disposizione degli uffici contestata dai sindacati
Tutto è partito da una disposizione del Dipartimento del Consiglio Comunale a quello della Polizia Locale del 28 settembre scorso. "Considerata la piena ripresa delle attività lavorative presso la sede del Consiglio Comunale di via Verdi 35 – si legge nella nota che Fanpage.it ha potuto visionare – e la ricollocazione del marcatempo in sede, si chiede il ripristino dell'attività di apertura mattutina del portone da parte di personale di codesto Servizio, cosi come avveniva prima dell'incendio". In passato, il portone di legno di via Verdi, alto oltre 4 metri, veniva aperto dagli operatori della Napoli Servizi, la società partecipata del Comune che si occupava della guardiania e provvedeva ad aprire e chiudere il portone di ingresso. Dopo l'incendio di agosto, però, il presidio di Napoli Servizi non c'è più. E chi si deve occupare di fare entrare i dipendenti?
Certamente non la polizia locale, sostengono i due sindacati, che hanno inviato una dura lettera di "contestazione, richiesta di revoca e diffida" all'amministrazione. L'apertura del portone, secondo i rappresentanti del lavoratori, sarebbe mansione da operatore di fascia B o A. Il portone, infatti, è ad apertura manuale. Bisogna sollevare i pesanti battenti, spingere le grosse porte a mano. Ma gli agenti della Municipale sono inquadrati almeno come fascia C. Da qui, la segnalazione di demansionamento. Nella nota, Vincenzo Selvaggio e Roberto De Rosa per la Fp Cgil e da Antonio D'Amato e Dario Dell'Aquila per il Csa, "contestano formalmente la disposizione con cui è stato richiesto alla Polizia Locale, e specificatamente alla Uo Avvocata competente per territorio, di assicurare l'apertura del Palazzo sede del Consiglio Comunale per consentire l'accesso al personale. La disposizione appare ad ogni evidenza priva di adeguato fondamento organizzativo, estranea alle funzioni istituzionali della Polizia Locale e particolarmente critica sotto il profilo della sicurezza".
"L'attività richiesta – sottolineano i sindacalisti – consiste, in sostanza, nell'apertura quotidiana del portone e nel consentire l'ingresso al personale, sottraendo operatori alle attività istituzionali e utilizzando professionalità appartenenti alle aree degli Istruttori e dei Funzionari per compiti meramente materiali ed estranei alle ordinarie attribuzioni del Corpo". I sindacati ritengono "indegno consentire che la Casa Comunale della terza città d'Italia non abbia un cancello motorizzato che consenta l'accesso al Palazzo". "La criticità – concludono – è aggravata dalle condizioni dell'immobile, che risulta non stabilmente presidiato e già interessato da tentativi di intrusione da parte di soggetti impegnati in attività di protesta, nonché da un recente incendio".
Il succo del discorso è chiaro: i sindacati sono favorevoli all'utilizzo della Polizia Locale per il presidio e la sicurezza del Comune, ma non per l'apertura del portone, che non rientra tra i compiti di servizio. "In tale contesto, non è sufficiente individuare chi debba aprire il portone. Occorre chiarire chi sia responsabile della sicurezza dell'immobile, chi controlli gli accessi, quali procedure siano applicate in caso di intrusione e quali misure di prevenzione siano state adottate".