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Il ministero del Lavoro ha sospeso 1.200 tirocini per i disoccupati storici di Napoli per sospette irregolarità

Il sottosegretario leghista Durigon assicura che non è una scelta politica. Tensione sociale altissima, i manifestanti occupano Duomo e Museo Mann per protesta.
I disoccupati del Movimento di Lotta 7 novembre
I disoccupati del Movimento di Lotta 7 novembre

Sesto giorno di proteste a Napoli dei disoccupati storici. Protestano contro la sospensione dei 1200 tirocini rivolti ai "Disoccupati e inoccupati di lunga durata a Napoli" (DLD) da parte del Ministero del Lavoro. Dopo il Duomo, occupato ieri, oggi i comitati e i movimenti di lotta sono entrati al Museo Archeologico Nazionale. Gli striscioni di chi lotta per avere un impiego, appesi ai balconi che affacciano sulla sottostante e centralissima piazza Museo, di fronte alla Galleria Principe. I manifestanti hanno poi bloccato la strada, tra via Pessina e piazza Cavour, cosa che ha causato traffico in tutta via Foria.

I corsi finalizzati all'inserimento lavorativo, che prevedono anche una indennità mensile di 600 euro, erano pronti per partire, ma sono stati bloccati all'inizio di luglio a causa di verifiche dopo la "segnalazione di alcune rilevanti anomalie amministrative e procedurali emerse nel corso dell’attuazione del progetto", come ha precisato ieri il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, rispondendo all'accorata lettera di appello del Cardinale don Mimmo Battaglia, che chiedeva di non privare i disoccupati di questa opportunità.

L'appello del Cardinale è stato rilanciato dal consiglio comunale di Napoli, che ieri ha approvato un ordine del giorno firmato da tutti i gruppi consiliari, compresa la Lega, che chiede al Ministero di riaprire i tirocini ed effettuare le verifiche parallelamente, senza sospendere nulla, in modo da dare l'opportunità ai disoccupati di formarsi e poter vivere.

La storia dei tirocini lavoro per disoccupati bloccati a Napoli

Ma da dove parte la storia? In sostanza, i disoccupati di lunga durata a Napoli hanno partecipato ad un Click Day per un corso di 12 mesi finalizzato all'inserimento lavorativo e finanziato con fondi del POC SPAO FSE 2014-2020. Il progetto, denominato "Disoccupati e Inoccupati di Lunga Durata Napoli" (DLD), è curato dalla società Sviluppo Lavoro Italia S.p.A. (SLI), ex Anpal Servizi, controllata al 100% dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, che ha il ruolo di ente attuatore. Il 20 maggio 2024 è stato sottoscritto un Protocollo d'intesa strategico tra il Ministero, la Città Metropolitana di Napoli e il Comune di Napoli, successivamente esteso alla Regione Campania, per individuare percorsi formativi e politiche attive del lavoro.

La platea dei beneficiari del progetto è composta da circa 1.200 disoccupati storici napoletani che, dopo un lungo e faticoso iter selettivo e burocratico, hanno finalmente firmato i contratti di tirocinio nel corso del mese di maggio 2026, avviando concretamente le proprie attività tra la fine di maggio e i primi giorni di giugno 2026, con copertura Inail e visite mediche preordinate presso diverse sedi istituzionali e municipali della città. Di questi, circa 496 hanno ricevuto il nulla osta per iniziare il progetto, mentre ne restano altri 696 in attesa. I disoccupati per questo corso percepiscono un pagamento mensile di 60 euro, come detto, basato sulle presenze e costantemente monitorato.

Il 22 giungo scorso, Sviluppo Lavoro Italia ha modificato il progetto. E il 26 giugno, in una riunione in Prefettura a Napoli è stato preannunciato un provvedimento che prevedeva la sospensione dell'intero progetto per verifiche amministrative. Il 1 luglio, effettivamente, SLI ha comunicato il "provvedimento di sospensione cautelare in autotutela delle attività progettuali e dei procedimenti istruttori in corso".

Il motivo? Sarebbero emerse "presunte irregolarità" nelle procedure mentre anche l'ente vigilante avrebbe sollevato dei rilievi. Da qui, il congelamento improvviso del progetto. In pratica, non solo non sono stati più rilasciati nuovi nulla osta per partecipare al progetto, ma sono stati sospesi anche i quasi 500 già rilasciati. Questo, di fatto, ha bloccato anche i pagamenti delle mensilità ai disoccupati. Una situazione potenzialmente esplosiva dal punto di vista sociale, che si riversa anche nei confronti delle società che erogano i corsi: "Riceviamo continue pressioni, personali, telefoniche e tramite mail – si legge in una delle pec che Fanpage.it ha potuto visionare – da parte dei tirocinanti, circa l'avvio e la prosecuzione delle attività".

La lettera del Cardinale Battaglia al ministero

Ieri, i disoccupati disperati hanno occupato il Duomo di Napoli. Il Cardinale Battaglia ha inviato una lettera al sottosegretario Claudio Durigòn del Ministero del Lavoro: "Dietro ogni numero di questa platea – ha scritto don Mimmo – c'è una storia di attesa, spesso lunga anni, e una speranza che finalmente si stava per tradurre in un piccolo ma concreto passo verso la dignità del lavoro". Ammonendo le istituzioni sul fatto che sospendere il progetto significa infliggere una ferita ulteriore a chi già sopporta il peso di una precarietà intollerabile.

Il Duomo occupato dai comitati
Il Duomo occupato dai comitati

In consiglio comunale approvato odg pro-disoccupati: anche la Lega a favore

Il consiglio comunale di Napoli ha approvato all'unanimità un ordine del giorno che fa propri i contenuti della lettera del Cardinale e definisce la decisione di SLI "drastica e inattesa", perché "colpisce direttamente ed ingiustamente oltre 1.200 famiglie che versano già in condizioni di estrema fragilità economica, acuendo la piaga della povertà e della disoccupazione cronica nel territorio napoletano e trasformando un'opportunità di riscatto e dignità sociale in un drammatico limbo di incertezza e precarietà". "Il lavoro – secondo i consiglieri – in piena aderenza alla nostra Costituzione Repubblicana e alla dottrina sociale della Chiesa, rappresenta un diritto fondamentale e la via privilegiata per la costruzione della persona e del bene comune, e che le istituzioni abbiano il dovere inderogabile di non abbandonare chi ha riposto la propria fiducia nello Stato di diritto".

Quindi, "pur riconoscendo e sostenendo la necessità di qualsiasi legittima e doverosa verifica amministrativa tesa a garantire la trasparenza e la correttezza delle procedure", scrivono i consiglieri, l'assemblea cittadina "ritiene inaccettabile che le eventuali criticità burocratiche o gli errori procedurali ricadano sulle spalle e sulla sussistenza dei lavoratori, e che pertanto tali problematiche debbano essere affrontate e risolte ‘in corso d'opera', senza alcuna interruzione dei tirocini né sospensione del pagamento delle indennità spettanti".

Il consiglio comunale ha chiesto inoltre "l'immediata convocazione di un tavolo istituzionale straordinario presso il Ministero del Lavoro, finalizzato a ricevere quanto prima una delegazione dei tirocinanti per fornire tempi certi, risposte trasparenti e piene garanzie sul completamento e sul futuro occupazionale del progetto".

La replica di Durigon: "Prima le verifiche"

Durigòn ha risposto a stretto giro al Cardinale: "Condivido pienamente la Sua preoccupazione per la condizione dei beneficiari del progetto ‘Disoccupati e inoccupati di lunga durata Napoli'. Si tratta di un’iniziativa nella quale ho creduto sin dalla sua ideazione e che ho personalmente sostenuto", scrive il senatore leghista, che aggiunge: "Proprio perché questa volontà politica è rimasta immutata, ritengo doveroso chiarire che la sospensione del progetto non nasce da una scelta politica di interromperne il percorso. Al contrario – precisa – essa consegue alla segnalazione di alcune rilevanti anomalie amministrative e procedurali emerse nel corso dell’attuazione del progetto, oggi oggetto di approfondite verifiche da parte delle competenti strutture ministeriali".

Dopo aver richiamato "lo Stato di Diritto" e la "distinzione netta tra l’indirizzo politico e l’attività amministrativa", alla quale, precisa, "compete il dovere di verificarne la piena regolarità e conformità alla legge", spiega che "sarebbe profondamente sbagliato interpretare gli accertamenti in corso come un ripensamento del progetto".

"La misura oggi adottata – aggiunge – è esclusivamente una sospensione cautelativa, finalizzata a consentire il completamento degli accertamenti. Il mio auspicio è che tali verifiche possano concludersi nel più breve tempo possibile e che, ove le anomalie riscontrate trovino chiarimento o possano essere superate nel rispetto della normativa vigente, il percorso possa riprendere senza ulteriori ritardi, consentendo ai circa 1.200 beneficiari di portare a termine i percorsi delineati".

Il sottosegretario, quindi, conferma che i 1200 tirocini resteranno sospesi per tutti fino al completamento delle verifiche da parte degli ispettori ministeriali. Non solo. Perché viene ventilata anche l'ipotesi di un intervento della magistratura. "Qualora gli accertamenti dovessero evidenziare criticità suscettibili di essere superate – precisa – sarà mia cura adoperarmi affinché ciò avvenga nel più breve tempo possibile, consentendo la ripresa del progetto. Diversamente – conclude – ove dovessero emergere anomalie insanabili o profili di irregolarità tali da impedirne la prosecuzione, circostanza che tutti sinceramente auspichiamo non si verifichi, sarà doveroso trasmettere ogni elemento alle Autorità competenti affinché ciascuno possa esercitare le proprie attribuzioni. Anche questo rappresenta un atto di responsabilità nei confronti dei cittadini, delle istituzioni e degli stessi lavoratori".

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