Da oggi vicoletto Belledonne a Chiaia avrà una targa in ricordo di Luciano De Crescenzo, il poliedrico scrittore e regista morto un anno fa. La targa fu una promessa dell'Amministrazione comunale di Napoli ad un ironica affermazione in vita del filosofo-ingegnere che si augurava l'intitolazione se non di una piazza, almeno del vico Belledonne. A tramutare questa affermazione in realtà, è stato uno degli amici di sempre di De Crescenzo, Renato Ricci, presidente del fan club dedicato all'autore di "Così parlò Bellavista".  La lastra commemorativa, donata dagli artisti del marmo Battimelli di Agerola, amici dei De Crescenzo ha incisa  una frase di amore per Napoli scritta da Luciano e scelta dalla figlia Paola: «Napoli per me non è la città di Napoli, ma solo una componente dell'animo umano, che so di poter trovare in tutte le persone, siano esse napoletane o no».

Nei giorni scorsi, in occasione del primo anniversario dalla morte di Luciano De Crescenzo è stato anche realizzato un murale ai Quartieri Spagnoli, tra vico Tre Regine e via Emmanuele De Deo, promosso dall'Associazione “Quartieri Spagnoli 1536” presieduta da Raffaele Esposito. La frase scritta in questo caso è : «Io penso che Napoli è l'ultima speranza che resta alla razza umana», tratta dal libro poi diventato film sul professor Gennaro Bellavista.

Intanto qualche giorno fa è stata inaugurata a Lavorate, frazione di Sarno (Salerno) piazza Luciano De Crescenzo. Il sindaco Giuseppe Canfora ha spiegato le motivazioni alla base della decisione: "La scelta di intitolare la piazza a De Crescenzo, ingegnere, scrittore, regista, attore, filosofo e conduttore televisivo, è stata fatta per l’attività culturale e sociale svolta nel corso della sua esistenza. De  Crescenzo ha lasciato un ricordo indelebile nel panorama culturale italiano e mondiale".