OPINIONI

Napoli non ha più partigiani in vita: la memoria del 25 aprile ora tocca a noi

Avatar autore
Capo cronaca Napoli
Immagine
Antonio Amoretti, partigiano Quattro Giornate di Napoli
La lezione di Tonino, l’ultimo partigiano di Napoli, morto nel 2022, fu per i ragazzi: “Più saprete, meglio vi potrete difendere. L’unica arma è la cultura, acculturatevi”.
Video thumbnail

Per anni ha presenziato, con la pioggia e con il sole, alle celebrazioni per la Festa di Liberazione dal nazi-fascismo. Per anni ha raccontato di lui ragazzino, Tonino ‘o biondo, al secolo Antonio Amoretti, farsi largo rischiando la vita tra i nazisti e i fascisti che occupavano la sua città.

Antonio non c'è più: se n'è andato qualche giorno prima del Natale 2022 e Napoli non ha più partigiani in vita che possano raccontare i combattimenti delle Quattro giornate, le gesta di quelle donne, di quegli uomini e di quei ragazzini che tra il 27 e il 30 settembre 1943 insorsero contro l’occupazione tedesca. «Fecero più morti i cecchini fascisti che i tedeschi», raccontò Amoretti, ribandendo la viltà di chi coprì la fuga dei nazisti dopo averli appoggiati.

Immagine
Collection "Le ragazze delle Quattro Giornate" / Gennaro Morgese – Wikipedia

A Fanpage.it che lo intervistò qualche anno fa, l'ultimo partigiano delle Quattro Giornate chiese di potersi rivolgere direttamente ai ragazzi, spiegando perché aveva deciso di diventare partigiano:

 Quando sono uscito di casa sono andato casa per casa dei miei compagni di quartiere, perché avevo un ruolo di dirigente dei ragazzi. Non perché ero il più bello o il più intelligente, ma perché ero l'unico studente.

Dovete studiare, perché è l'unica difesa che abbiamo per sconfiggere questa deriva filonazista, filofascista.

Più imparerete, più potrete difendere i vostri progetti per l'avvenire. Sono la prova vivente, perché io non ero nessuno non ero figlio di qualche boss o figlio di un ricco, no io avevo un solo privilegio rispetto alla massa di giovani del mio quartiere: che ero l'unico studente e comandavo.

Questa è la risposta che do ai giovani, studiate acculturatevi. Più saprete, meglio vi potrete difendere contro questa deriva neonazifascista.
L'unica arma è la cultura, acculturatevi.

111 CONDIVISIONI
Immagine
Giornalista professionista, capo cronaca Napoli a Fanpage.it. Insegna Etica e deontologia del giornalismo all'Università LUMSA di Roma. È autore del libro "Se potessi, ti regalerei Napoli" (Rizzoli). Per Fanpage cura "Tufo", newsletter (e tanto altro) su Napoli.
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views