Buone notizie per l'Albergo dei Poveri di Napoli: come annunciato dal sindaco del capoluogo di regione campano Luigi de Magistris, la struttura del ‘700 realizzata da Ferdinando Fuga, su commissione del Regno di Napoli e il Regno delle due Sicilie, farà parte dei destinatari del Recovery Plan.

De Magistris: Investimento da 150 milioni di euro

Il sindaco di Napoli, in un post condiviso su Facebook, si è detto, anche a nome della sua Giunta, contento "che il governo abbia mostrato attenzione per ilnostro Albergo dei Poveri e sia riuscito ad inserire il progetto del Comune di Napoli tra quelli destinatari del Recovery Plan". De Magistris ha poi aggiunto che "il nostro progetto prevede un impegno di 150 milioni di euro da investire per interventi di consolidamento, riconfigurazione architettonica e restauro (organizzati in ben 8 lotti)". Per farlo, ha poi sottolineato il primo cittadino napoletano, "abbiamo previsto che il palazzo storico abbia funzioni museali, culturali, sociali, istituzionali e di formazione. L'Albergo dei Poveri è un bene comune dei napoletani ed è per questo che teniamo fortemente al suo futuro. È giusto – ha quindi concluso de Magistris – che quel palazzo meraviglioso riprenda a vivere e diventi finalmente un punto attrattivo e di riferimento per i cittadini e per tutti i visitatori".

Cos'è l'Albergo dei Poveri

Quella che dall'esterno può sembrare una reggia, in realtà è un immenso edificio studiato da re Carlo di Borbone nel 1749 per andare incontro a tutti i poveri del Regno e poterli accogliere. Il progetto originale era pensato per coprire una superficie di circa 100.000 metri quadri. Nel corso della sua storia, comunque, l'Albergo dei Poveri è stato anche un carcere (da qui il nome "Serraglio", coniato dal popolo), una scuola di musica e una per sordomuti. Più recentemente era stato trasformato in un centro di rieducazione per minorenni e un Tribunale per minori.