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Aumenta l’affitto delle case popolari a Napoli, fino a +280 euro al mese

Aumentano da maggio i canoni delle case popolari a Napoli: aumenti fino a 280 euro al mese. A luglio in arrivo 18mila avvisi per i conguagli fino a 20mila euro. Protesta del sindacato inquilini.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Rincari in arrivo a partire dal mese di maggio sui canoni delle case popolari a Napoli, che registreranno aumenti fino a 280 euro al mese.Ma in maggioranza, circa il 45% delle famiglie, pagheranno in media circa 9,4 euro in più al mese. È previsto per luglio, invece, l'invio dei bollettini di conguaglio una tantum: circa 18mila avvisi di pagamento, con importi che si aggireranno in maggioranza tra i 100 e i 500 euro, ma che potrebbero arrivare anche fino a punte di 20mila euro in pochissimi casi e solo per coloro che non hanno presentato la Dsu dell'Isee aggiornata. Il nuovo tariffario, infatti, è entrato in vigore dal 1 gennaio 2025, ma finora non è stato ancora applicato. Lo sarà a partire dal prossimo mese di maggio, quando si cominceranno a vedere gli aumenti sulla bolletta della pigione. A luglio, invece, arriverà il conguaglio per tutto il periodo da gennaio 2025 ad aprile 2026. Una maxi-stangata per i napoletani prima delle vacanze estive.

Il sindacato inquilini: "Vanno applicati giusti parametri e rinviati gli aumenti"

A lanciare l'allarme sui rincari è il sindacato Sila Federinquilini, con Gaetano Oliva, al termine dell'incontro avvenuto con il Comune di Napoli questa mattina, giovedì 23 aprile, nel corso del quale sono state presentate le tabelle con i prospetti degli aumenti. All'incontro ha partecipato l'assessore al Bilancio, Pier Paolo Baretta, oltre ai tecnici comunali e della NapoliServizi. Il sindacato ha espresso "la sua contrarietà a questi aumenti poiché il Comune di Napoli non ha aggiornato i parametri degli alloggi, come richiesto da un ordine del giorno approvato alla unanimità in consiglio comunale, tra cui zona di degrado e stato di manutenzione alloggi per i l calcolo del canone. Parametri che non sono mai stati modificati dal 1978″.

"Aggiornando i parametri – ritiene il sindacato – automaticamente v i sarà una riduzione degli aumenti da renderli compatibili con l'attuale fatiscenza degli alloggi. Il Sila Federinquilini ha richiesto al Comune di Napoli di rinviare gli aumenti dei canoni fino all'approvazione della delibera che modifichi i parametri della normativa. Se il Comune non sospenderà gli aumenti avvierà tutte le iniziative, anche giudiziarie per la salvaguardia degli interessi degli assegnatari e inquilini delle case popolari".

Aumenti sui canoni per 15mila inquilini

Per quanto riguarda i numeri, su una platea totale di 18.786 inquilini degli alloggi Erp del Comune di Napoli, gli aumenti riguarderanno circa l'83% della platea (15.568 inquilini) con incrementi sulle pigioni mensili dal 41% al 273%. La maggior parte delle famiglie (8.523 inquilini, pari al 45,37%) avrà un aumento di circa 9,46 euro al mese, passando da 22,81 a 32,26 euro, quindi abbastanza contenuto.

I rincari sono stati approvati dalla Regione Campania a gennaio 2025 per tutti gli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il nuovo sistema è andato ad aggiornare la precedente legge regionale 19/1997 e l'attuale normativa Regolamento Regionale 11/2019. Il tariffario nuovo è stato subito contestato dai sindacati inquilini. La giunta De Luca a luglio 2025 decise di ridurre al 50% (almeno per i primi due anni) gli aumenti dei canoni di locazione. Il Comune d i Napoli, a distanza di un anno e mezzo dall'entrata in vigore degli aumenti, ha comunicato, nel corso della riunione di oggi di essere in grado di applicare la normativa per tutto il patrimonio immobiliare comunale.

Per quanto riguarda gli utenti che hanno presentato la Dsu e per i quali pertanto è risultato acquisibile l'Isee di riferimento per la base di calcolo, gli aumenti riguarderanno circa l'83% della platea (15.568 inquilini) con incrementi sulle pigioni mensili dal 41% al 273%. La maggior parte 8.523 inquilini (45,37%) avrà un aumento di circa 9,46 euro al mese, passando da 22,81 a 32,26 euro, 2.967 inquilini (15,79%) avranno un aumento di 20,19 euro al mese, 1.461 (7,78%) un aumento di 28,72 euro, 1.315 (7%) di 40,12 euro, 583 (3,1) di 57,18 euro, 509 (2,71%) di 80,32 euro, 210 (1,12%) di 123,47 euro pari al 273%. Altri 3.218 inquilini (17,13%) andranno a credito.

Come funzioneranno i conguagli

I conguagli sono la differenza tra il canone applicato fino al 31 dicembre 2024 e il canone, parametrato all'Isee, applicato a partire dal 1 maggio 2026, considerando che astrattamente andava applicato a partire dal 1 gennaio 2025. La differenza è stata pertanto moltiplicata per le 16 mensilità di mancata applicazione.

L'ipotesi è che le lettere di avviso siano spedite a luglio con emissione di bollettini una tantum che riguarderanno l'83% con importi in maggioranza tra i 200 e i 500 euro (circa 6.547 bollettini) e tra i 100 e i 200 euro (4.153 euro), 2.052 persone avranno conguagli tra i 500 e i 1000 euro. Solo per 4 utenti si supereranno i 3mila euro.

Aumenti e conguagli potrebbero essere più pesanti per gli utenti che non hanno presentato la DSU e per i quali di conseguenza non è risultato acquisibile l'Isee di riferimento per la base di calcolo oppure utenti che non hanno segnalato una eventuale anomalia del codice fiscale presente nei sistemi di calcolo riportato mensilmente negli avvisi di pagamento Pago_PA e per i quali risulta impossibile l'associazione all'Isee. Qui gli aumenti potrebbero arrivare fino al 369%, pari al 283,33 euro al mese (2.136 persone). Mentre in conguagli riguarderanno 2.728 persone con conguagli tra 50 e 20mila euro, sempre nel mese di luglio.

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