23 Luglio 2022
12:45

Napoli, agenzia scommesse costretta a versare per anni pizzo di 4.500 euro al clan Lepre: presi in 2

Imprenditore costretto a versare per anni la tangente all’organizzazione criminale dei “Lepre”, attiva nella zona del “Cavone di piazza Dante”.
A cura di Pierluigi Frattasi

Il titolare di un'agenzia di scommesse è stato costretto a versare per anni il pizzo di 4.500 euro al clan Lepre del Cavone a Napoli. È quanto ricostruito dalla Procura della Repubblica di Napoli. Giovedì personale della Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli, per il reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso, nei confronti di Francesco Lepre, di 22 anni, e Salvatore Festa, di 26 anni.

I due indagati in carcere a Secondigliano

Gli indagati, già detenuti presso la Casa Circondariale di Napoli Secondigliano, sono stati tratti in arresto lo scorso mese di giugno in esecuzione di un decreto di fermo, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, insieme a Salvatore Cianciulli, Gianluca Testa e Emanuele Testa, per una tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, commessa lo scorso 25 maggio ai danni del titolare di un'agenzia di scommesse.

Imprenditore costretto a versare per anni la tangente

Dalle indagini è emerso che la persona offesa, da anni, è stata costretta a versare, quale tangente, all’organizzazione criminale dei “Lepre”, attiva nella zona del “Cavone di piazza Dante”, la somma annuale di 4500 euro, divisa in tre rate periodiche. Le indagini hanno consentito di acquisire elementi indiziari, anche per tali fatti estorsivi, a carico di Salvatore Festa e Francesco Lepre, per i quali è stato emesso il provvedimento cautelare. Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

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