video suggerito
video suggerito

Napoli, mazzette a poliziotti per rubare dati riservati dei cittadini: tra le vittime calciatori, cantanti e attori

Inchiesta della Procura di Napoli: soldi ad agenti e funzionar per ad ottenere illegalmente dati sensibili su commissione. Ci sono molte vittime illustri, dice Gratteri.
A cura di Valerio Papadia
0 CONDIVISIONI
Il procuratore di Napoli Nicola Gratteri
Il procuratore di Napoli Nicola Gratteri

Una operazione su larga scala in tutta Italia, quella messa in campo dalla Polizia di Stato e coordinata dalla Procura di Napoli alle prime luci di oggi, mercoledì 13 maggio, che ha portato a rivelare l'esistenza di una organizzazione criminale che, attraverso mazzette a pubblici ufficiali, riusciva ad ottenere dati sensibili dei cittadini, da rivendere poi a caro prezzo. Pertanto, i poliziotti, su richiesta dalla "Sezione Criminalità Informatica" della Procura di Napoli, hanno eseguito una ordinanza cautelare tra le province di Napoli, Ferrara, Bolzano, Roma e Belluno, che ha disposto il carcere per 4 persone, gli arresti domiciliari per altre 6, mentre per altri 19 indagati è scattata la misura dell'obbligo di presentazione alla P.G.; tutti sono gravemente indiziati dei reati di associazione per delinquere finalizzata all'accesso abusivo ai sistemi informatici, corruzione e rivelazione del segreto d'ufficio. Le stime degli inquirenti parlano di un milione di accessi illeciti.

"Esfiltravano dalle banche dati, attraverso accessi abusivi, informazioni riservate di calciatori, su imprenditori, gente dello spettacolo, cantanti e attori e hanno venduto queste informazioni ad alcune agenzie" ha dichiarato il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, nel corso della conferenza stampa sull'operazione.

Un ufficio informazioni totalmente illegale

Le indagini, condotte dai poliziotti della Squadra Mobile di Napoli, hanno documentato l'esistenza di un sistema collaudato di corruzione di pubblici ufficiali, tra i quali figurano anche appartenenti alle forze dell'ordine. Gli indagati, attraverso l'elargizione delle mazzette, sarebbero riusciti ad accedere abusivamente ai sistemi informatici di interesse nazionale – con particolare riferimento ai database delle forze dell'ordine – per ottenere così dati sensibili, soprattutto quelli relativi ai precedenti penali e di polizia, alla situazione fiscale, retributiva, contributiva e ai dati bancari. Una volta ottenuti i dati, poi, gli indagati li rivendevano a caro prezzo a società o soggetti interessati. Tra le vittime figurano anche calciatori, cantanti, personaggi dello spettacolo, ma anche della finanza e dell'imprenditoria.

Il listino prezzi per farsi i fatti degli altri illecitamente

Nell'ambito dell'attività investigativa, i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato anche un vero e proprio listino di prezzi, sul quale erano stati annotati codici fiscali e generalità di ignari soggetti e il costo di ogni singolo accertamento effettuato da chi materialmente eseguiva l'accesso abusivo alle banche dati: ad esempio, per un accertamento nella banca dati SDI (quella delle forze dell'ordine), i pubblici ufficiali corrotti ricevevano 25 euro, mentre per gli accertamenti INPS il prezzo variava tra i 6 e gli 11 euro. Contestualmente all'esecuzione dell'ordinanza, i poliziotti hanno eseguito a carico degli indagati anche sequestri per un valore complessivo di 1.300.000 euro.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views