Movida a Napoli, la proposta di ristoranti e baretti al Comune: “Sempre aperti di notte, stop asporto dalle 24”

Nessun limite orario alla chiusura dei baretti e dei ristoranti del centro storico, stop all'asporto dalle 24 e possibilità di consumare all'interno dei locali per tutta la notte. È questa la proposta dei titolari dei locali della movida al Comune di Napoli. L'amministrazione Manfredi sta infatti studiando la nuova delibera che regolamenterà la vita notturna e dovrebbe essere approvata entro l'estate. Tramite l'associazione Nagorà, gli esercizi del centro di Napoli hanno inviato al sindaco e alla presidente del consiglio comunale Enza Amato una "proposta di disciplina delle attività di somministrazione, intrattenimento e vendita di bevande alcoliche nel Comune", estesa anche alle attività di minimarket, supermercati, distributori automatici e attività commerciali assimilate. Le ordinanze comunali finora emanate in tema di movida, invece, prevedono lo stop all'asporto dalle 22 e la somministrazione di alcol all'1,30 nel weekend e a mezzanotte e mezza negli altri giorni. L'associazione ha chiesto anche l'apertura di un tavolo mensile al Comune con le associazioni di categoria e i comitati dei residenti.
"Il ‘Modello Napoli' – afferma Gabriele Casillo, presidente di Nagorà – non è un problema da risolvere, ma una risorsa da comprendere e governare con visione. Il successo della città non è il frutto di un caso fortunato, ma il risultato di un processo di auto-imprenditorialità, partecipazione sociale e riappropriazione dello spazio urbano che ha trasformato Napoli in una delle mete più attrattive d’Europa. Oggi, però, questo modello è oggetto di tensioni e rischia di essere indebolito da interventi frammentari e restrittivi, come recenti ordinanze che impongono chiusure anticipate e limitazioni generalizzate. Misure di questo tipo, se non inserite in una strategia complessiva, rischiano di colpire non solo i pubblici esercizi, ma l’intero ecosistema economico e sociale che ha reso possibile la rinascita della città".
"La gestione della vita urbana – conclude – non può basarsi su logiche di semplice repressione o su risposte emergenziali alle pressioni di una parte della cittadinanza. Serve invece un approccio integrato, capace di regolare i flussi, prevenire i conflitti e valorizzare le diverse funzioni dello spazio pubblico. In questo quadro si inseriscono anche le proposte elaborate da realtà associative come NAgorà, che pongono l’accento sulla necessità di superare la logica delle contrapposizioni. L’obiettivo è costruire un modello di governo della città che tenga insieme sicurezza, vivibilità, sviluppo economico e tutela della socialità, senza sacrificare nessuna di queste dimensioni".
La proposta dei locali notturni al Comune
Il documento, secondo i locali, dovrebbe applicarsi ai pubblici esercizi; attività di somministrazione di alimenti e bevande; locali di intrattenimento; minimarket; supermercati; esercizi di vicinato; distributori automatici; attività commerciali e artigianali autorizzate alla vendita o somministrazione di bevande alcoliche. Si richiede di fissare il divieto di vendita per asporto di bevande alcoliche a decorrere dalle ore 24:00. Il divieto si applica altresì ai minimarket; ai supermercati; agli esercizi commerciali di vicinato; ai distributori automatici; alle attività artigianali abilitate alla vendita di bevande; alle piattaforme di vendita con consegna a domicilio effettuata nella fascia oraria soggetta a divieto. Resta consentita la somministrazione per il consumo sul posto secondo le modalità previste dalla presente disciplina".
Per quanto riguarda, invece, il "consumo di bevande alcoliche in fascia notturna", l'articolo 3 prevede "dalle ore 24:00 il consumo di bevande alcoliche è consentito esclusivamente: all'interno dei pubblici esercizi; nelle aree esterne regolarmente autorizzate e oggetto di concessione di suolo pubblico. Le aree esterne dovranno essere adeguatamente organizzate mediante tavoli, sedute e strumenti idonei a garantire: il contenimento dell'utenza; la sicurezza degli avventori, il mantenimento del decoro urbano; la mitigazione dell'impatto acustico. È vietato il consumo itinerante di bevande alcoliche nelle aree pubbliche dopo le ore 24:00, sa quanto consentito nelle aree autorizzate di cui al presente articolo".
Inoltre, per la somministrazione e vendita di bevande analcoliche, "la vendita e il consumo di bevande analcoliche sono consentiti senza limitazioni di orario, nel rispetto della normativa vigente in materia di ordine pubblico, sicurezza urbana, igiene e tutela della quiete pubblica". Per quanto attiene gli orari di esercizio dei pubblici esercizi, "non sono previsti limiti generalizzati agli orari di esercizio e di chiusura dei pubblici esercizi. fermo restando il rispetto: delle disposizioni vigenti in materia di sicurezza urbana; della normativa in materia di inquinamento acustico; della tutela della quiete pubblica; delle prescrizioni eventualmente contenute nei titoli autorizzativi. Eventuali limitazioni specifiche potranno essere adottate esclusivamente in presenza di accertate e reiterate violazioni imputabili ai singoli esercizi".
Musica nei locali non stop
C'è poi il capitolo della musica all'interno dei locali, contro la quale si scagliano spesso le associazioni dei residenti che lamentano le difficoltà di riposare. "La diffusione musicale all'interno dei locali – si legge nel documento all'articolo 6 – è consentita senza limiti di orario esclusivamente è gli esercizi dotati di nulla osta di impatto acustico nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa vigente. Durante lo svolgimento dell'attività musicale, porte, accessi e aperture verso l'esterno dovranno rimanere chiusi, salvo il tempo strettamente necessario al passaggio degli avventori. Restano ferme le attività di controllo e verifica da parte degli organi competenti.
Servizi di vigilanza e presidio del territorio
Per quanto riguarda la sicurezza, "nei fine settimana e nelle giornate caratterizzate da maggiore afflusso di utenza, potrà essere prevista, a decorrere dalle ore 23:00, la presenza di servizi di vigilanza privata e presidio del territorio finanziati dagli esercenti, anche mediante forme associative o consortili. Le modalità operative potranno essere disciplinate mediante accordi o protocolli d'intesa tra Amministrazione comunale, associazioni di categoria ed esercenti". È promossa, infine, "l'istituzione di un reparto dedicato della Polizia Municipale finalizzato: alla tutela della quiete pubblica; al contrasto degli schiamazzi notturni; alla prevenzione dei fenomeni di degrado urbano; al controllo delle occupazioni improprie degli spazi pubblici. Il servizio potrà operare mediante: pattugliamenti mirati nelle aree della movida; interventi tempestivi su segnalazione dei cittadini; attivazione di un numero dedicato alle segnalazioni. L'attività di controllo dovrà prioritariamente riguardare le situazioni di disturbo esterne ai locali e i comportamenti individuali non conformi alle disposizioni comunali".