Matteo Renzi e Vincenzo De Luca alla Leopolda hanno giocato la loro partita senza dire niente sulle primarie del centro sinistra
Le primarie del Partito Democratico restano sullo sfondo, nessuno dei due fa accenno all'impegno dell'altro ma Matteo Renzi e Vincenzo De Luca sanno giocare alla politica e soprattutto conoscono le regole delle trattativa: tirare finché è possibile, oltre le aspettative ma mai restare con la corda spezzata in mano.
E così il «kraken» alla sua Leopolda di Firenze annuncia che Italia Viva avrà un suo candidato alternativo ai leader di Pd e M5s Elly Schlein e Giuseppe Conte, il sindaco di Salerno si trova lì per parlare di sicurezza e se qualcuno ipotizza la Santa Alleanza ecco che in Renzi riaffiora la modalità «stai sereno»: «Io ho sempre detto che piace l'idea di un sindaco, però non mi domandate di De Luca, che viene qui a parlare di sicurezza» dice l'ex premier.
De Luca sale sul palco della Leopolda, racconta di essere stato invitato da Maria Elena Boschi e poi è il solito show che la platea renziana applaude, anche quando il sindaco racconta il mondo come Gotham city e ricorda l'arrivo degli albanesi in Italia negli anni Novanta come una specie di invasione (poi Renzi corregge il tiro, alla fine del dibattito). «Enzo De Luca ha un caratterino, però è uno che serve al centrosinistra, quando c'è la campagna elettorale io voglio vedere un confronto sulla sicurezza De Luca-Salvini, vorrei che Enzo fosse in prima fila nella prossima campagna elettorale per dire che sulla sicurezza la destra ha raccontato palle. Lo voglio vedere un confronto fra lui e Salvini o fra lui e Piantedosi», dice l'ex presidente del Consiglio.
Ma lo sceriffo ha l'arma puntata non sulla destra, bensì sul campo largo: «Una delle cose che mi colpiscono della situazione politica del nostro paese è questo: per quello che non ha fatto il governo nazionale, l'opposizione dovrebbe avere il 65% dei voti. E tuttavia non è questa la situazione». Il De Luca pensiero è sempre lo stesso: il centrosinistra ha vergogna di parlare di sicurezza, poi l'aneddoto trito e ritrito dei manganelli comprati per i vigili urbani di Salerno. È una replica fiorentina di uno show andato in scena per anni in Campania.
Il senso della giornata alla Leopolda, dunque, qual è? È tutto un non-detto: De Luca alza il prezzo col Pd e chiede dei candidati suoi nei collegi in Campania e gli piace far pensare che forse potrebbe arrabbiarsi e partecipare alle primarie. A Renzi pure piace esibire De Luca come arma non convenzionale perché vuole un accordo più vantaggioso per Italia Viva, che è fuori dal campo largo, alle Politiche 2027.
Intanto, a Roma, un altro De Luca, Piero, oggi fedelissimo di Elly Schlein e impegnato a costruire il suo percorso politico, guarda in direzione diversa dal padre, intervenendo alla direzione nazionale del Pd: «La leadership spetta al primo partito della coalizione. Il Partito democratico ha una segretaria pienamente legittimata, ed è naturale che sia la nostra unica candidata alla leadership per le primarie».