Presidenza Fico in Regione Campania

Nella delibera della Regione Campania sui disoccupati di lunga durata si vede ancora lo zampino di Vincenzo De Luca

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Capo cronaca Napoli
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Fulvio Bonavitacola, assessore regionale alle Attività produttive e Sviluppo economico. Sullo sfondo, una protesta dei disoccupati del movimento di lotta "7 Novembre"
Fulvio Bonavitacola ha ottenuto alcune modifiche al testo, ma a rivendicarle sui social, prima ancora della pubblicazione dell’atto, è stato l’ex governatore.

I disoccupati e gli inoccupati «di lunga durata» di Napoli hanno il via libera ai loro tirocini dopo una vicenda travagliata, che ha portato a proteste di piazza e ad anche accese discussioni, ultima in ordine di tempo quella sull'asse Napoli-Salerno che coinvolge componenti della giunta regionale di Roberto Fico e colui che l'ha preceduto ovvero Vincenzo De Luca, attuale sindaco di Salerno.

La vicenda amministrativa, tortuosa come lo sanno essere quelle che riguardano il lavoro a Napoli, è la seguente: esiste un progetto per i disoccupati napoletani di lunga durata, nato nel 2024 da un protocollo con ministero del Lavoro, Città Metropolitana (l'ex Provincia di Napoli) e Comune di Napoli, poi esteso alla Regione Campania, finanziato con risorse del Fondo Sociale Europeo e delle Politiche nazionali per l'occupazione. Cosa prevede? Tirocini di 12 mesi da 600 euro mensili per circa 1.200 disoccupati storici (molti sono del «Movimento di lotta 7 novembre»), selezionati tramite click day gestito da Sviluppo Lavoro Italia (Sli), ex Anpal Servizi.

A gennaio, una delle prime delibere della giunta Fico è stata quella di sostenere questo piano, rinviando ad un atto successivo lo stanziamento di 3,5 milioni di euro su fondi PR Campania FSE+, destinati alla Città Metropolitana per coprire 430 tirocini aggiuntivi oltre agli 800 iniziali, ipotizzando lo svolgimento presso Comune di Napoli e Città Metropolitana o loro strutture convenzionate.

Il 1° luglio scorso, colpo di scena: Sviluppo Lavoro sospende «in autotutela» l'intero progetto dei tirocini. Motivo? «Rilevanti anomalie amministrative e procedurali». Di che tipo? Mai chiarite del tutto. Una settimana dopo, è il ministero del Lavoro a disporre la revoca dei soldi.  Claudio Durigon, potente sottosegretario di Stato della Lega nel governo Meloni nega si tratti di una scelta politica, di un "dispetto"al Comune di Gaetano Manfredi, dicendo di aver «creduto nel progetto» sin dall'ideazione.

Seguono settimane di proteste (occupazioni di Duomo e Museo Archeologico) e perfino l'intervento del cardinale don Mimmo Battaglia in favore dei senzalavoro. «Comune e ministero tengono in ostaggio le vite di milleduecento persone» dicono i movimenti di lotta dei disoccupati. Il calderone delle tensioni sociali è facile da far ribollire in una città come Napoli, la storia recente lo ha insegnato.

La Regione Campania di Fico, dopo la fase agostana, tenta di mettere una pezza alla fuga del governo Meloni dal progetto. Il 3 settembre scorso, con la delibera 471, revoca gli atti di gennaio, ormai privi di presupposto, e si carica il bubbone causato dal ministero. Stanzia 8.381.040 euro – non sono più fondi europei ma risorse del Fondo regionale per le crisi occupazionali – per 1.128 destinatari già individuati: 8.121.600 euro di indennità (600 euro per 12 mesi) più 259.440 di coperture assicurative.

La giunta regionale è convocata giovedì 3 settembre, la delibera viene però pubblicata soltanto l'indomani. Come mai? In giunta la discussione non è stata tranquillissima: l'atto era dell'assessora Angelica Saggese, delega al Lavoro, a mettersi di traverso è Fulvio Bonavitacola, attuale assessore alle Attività Produttive, l'unico esponente della giunta Fico ad essere stato nel decennio assessore di De Luca a Palazzo Santa Lucia. A Bonavitacola la delibera non piace, lo dice chiaramente. Non è la prima volta che l'ex vicepresidente regionale ha da ridire sugli atti di giunta, stavolta però è più deciso. Comprendendo che la decisione politica di Fico è quella di sostenere la delibera, non ne fa una questione campale ma cerca di puntellarla.

Alla fine si concordano alcune variazioni: i soggetti ospitanti si restringono a Comune di Napoli, sue società in house e cooperative affidatarie, escludendo la Città Metropolitana;  l'obiettivo del tirocinio, da «finalizzato al lavoro», si allarga a formula più vaga, «eventualmente finalizzato all'inclusione sociale, ovvero altra misura di politica attiva». Bonavitacola approva l'atto insieme al resto della giunta.

La bandierina della vittoria però la sventola non lui ma il suo riferimento politico, ovvero Vincenzo De Luca. Nelle sue tradizionali dirette a mezzo social  – che un tempo macinavano milioni di visualizzazioni – il politico settantasettenne, ancor prima che la delibera «riveduta e corretta» venga pubblicata, mostra di conoscere il retroscena avvenuto poche ore prima in giunta: «Mi dicono che ieri è stata approvata una delibera di giunta con modifiche, quindi non ancora definitiva; sarà pubblicata solo quando si definiranno questi cambiamenti», dice. E poi lancia una serie di frecciatine che solo chi era in giunta il giovedì o chi conosce l'atto può capire. Un modo per dire che, pur ormai relegato a Salerno, qualche pedina la muove ancora.

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