Vincenzo De Luca ha detto che il Faro di Napoli va rilanciato con forza per non perdere 700 milioni di investimenti

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Il sindaco di Salerno difende le due torri di uffici progettate da Zaha Hadid quando era presidente della Regione Campania.

"Al Faro è legato un investimento a Napoli di 700 milioni di euro che comprende piazza Garibaldi, la stazione Eav e la copertura dei binari. Ci sono stati recenti provvedimenti del Comune di Napoli che ha ribadito la scelta urbanistica relativa alla realizzazione della nuova sede della Regione Campania. Abbiamo fatto una gara di progettazione qualche anno fa per realizzarla. Credo che ci siano tutti i presupposti per andare avanti e avere rapporti più tenaci e concludenti con Fs ed evitare di buttare a mare milioni di euro già impegnati per la progettazione. Mi pare ci siano le condizioni per scelte importanti per Napoli: 700 milioni di investimenti che se non va avanti questo progetto non saranno realizzati mai più a piazza Garibaldi". A parlare è l'ex governatore Vincenzo De Luca, oggi sindaco di Salerno, che difende a spada tratta il progetto di una nuova casa per gli uffici regionali negli spazi alle spalle della Stazione Centrale di Napoli, tra via Galileo Ferraris e Corso Lucci.

L'idea delle due mega-torri di 100 metri in pieno centro a Napoli

Ma cos'è "Il Faro"? Due mega-torri di 100 metri di acciaio e cemento, con giardini pensili, in pieno centro a Napoli, visibili da tutta la città. Il progetto prevede che vadano ad ospitare gli uffici della regione attualmente dislocati al Centro Direzionale – sul quale è in corso un altro grande progetto del Comune che prevede anche la possibilità di cambio di destinazione d'uso da uffici a residenziale.

Il Faro rientra nell'accordo di programma Napoli Porta Est Masterplan, per il quale, come riportato da Fanpage.it, risulta "in corso l’istruttoria del piano urbanistico attuativo conseguente al progetto". Ma a frenare la realizzazione dell'opera sono sorte alcune difficoltà tecniche, come la mancata disponibilità dei suoli, che sono di Fs, che non arriverà prima del 2034. Una tempistica che, però, non sembra scoraggiare De Luca: "Per me 8 anni non sono un grande problema, se si lavora con tenacia si possono ridurre a 6 anni, che per fare un'opera di quelle dimensioni sono quasi nella norma. Ci metterei dieci firme".

De Luca rilancia: "Il Faro grande opera di architettura"

Nessun ripensamento, insomma, dal sindaco di Salerno, per il quale "Il Faro" sarà "un'opera di grande architettura contemporanea che può arricchire il panorama di opere sociali e pubbliche della città di Napoli, che ha un grande patrimonio storico, ma una assoluta povertà di segni di architettura contemporanea". L'ex governatore, in diretta streaming, non lesina una frecciata anche a Ferrovie dello Stato: "Nel 2024 siamo partiti con la gara di progettazione e fra i documenti posti a base di quella gara aggiudicata poi allo studio Zaha Hadid c'era un documento delle FS che garantiva lo spostamento del fascio di binari e delle tecnologie nel giro di 5 anni. Oggi mi dicono che Rete Ferroviaria propone lo spostamento di questo fascio fra 8 anni, nel 2034. Quando si tratta con Fs non possiamo avere un atteggiamento passivo". Per De Luca, insomma, servirebbero "stimoli forti", anche perché, all'interno stesso del gruppo, ci sarebbe "una diversità di interessi tra Sistemi Urbani, la società interessata alla trasformazione urbana, e Rete Ferroviaria".

Per De Luca, insomma, l'idea del Faro, nonostante le difficoltà logistiche, avrebbe tutte le carte per restare in piedi. Anzi, "credo vada rilanciata con forza – afferma l'ex governatore – intanto perché al Faro è legato un investimento a Napoli di 700 milioni che coinvolge piazza Garibaldi, Eav e la copertura del fascio binari. Quel sito scelto forse non è dei più facili, ma ha dei vantaggi rispetto ad altre localizzazioni: possiamo avere la confluenza di ferrovie, Cirvumvesuviana, trasporto su gomma, un interscambio completo della mobilità. Si determina il filtro che produce un risultato ambientale straordinario. Si evita l'ingresso in pieno centro di tutti i dipendenti e utenti degli uffici regionali. Dal punto di vista finanziario, poi, quella idea è partita dal fatto che la Regione paga 8-9 milioni all'anno di fitti passivi. È un problema. Non siamo obbligati a fare piaceri a gruppi immobiliari o alla speculazione immobiliare".

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