Opinioni
Elezioni amministrative Napoli 2021
10 Luglio 2021
16:56

Gaetano Manfredi e lo slogan con Troisi: storia di una scelta sbagliata

Il “Ricomincio da Te” del candidato sindaco a Napoli Gaetano Manfredi, ispirato al film di Massimo Troisi riesce ad essere peggio di quello dell’azienda rifiuti comunale che qualche mese fa sfruttò una celebre canzone di Pino Daniele per parlare della raccolta differenziata. Analisi di uno slogan sbagliato in partenza.
A cura di Ciro Pellegrino
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Non ho capito bene se è una moda o se varie agenzie di comunicazione si sono messe d'accordo: «Usiamo tutti  Pino Daniele o Massimo Troisi negli slogan!», tipo ispirazione venuta nel sonno. Qualche settimana fa era stata l’azienda dei rifiuti a Napoli a sfruttare Pino e la sua più significativa canzone, “Napul’è” per pubblicizzare tristemente la raccolta differenziata della spazzatura.

Oggi, invece, ci si mette pure il candidato a sindaco di Napoli di Pd, M5s e Leu, Gaetano Manfredi. Piccola premessa d’obbligo per chi non sa come funzionano le campagne elettorali. Su slogan e social network quasi mai il candidato mette bocca: delega, affida tutto alle agenzie di comunicazione. Le agenzie di comunicazione sono un misto tra Gennaro D’Auria e il gioco delle tre carte con una spruzzata di George Lakoff.

Napoli, poi, è una città straordinaria: tutti sanno fare tutto e tutti sono ipercritici con l’altro, ma se arriva uno “da fuori” a farlo, si grida al genio a prescindere. E infatti c'è Daniel Fishman che gestisce la «strategia» dell’ex rettore ed ex ministro, una specie di dottor Cazzaniga di Luciano De Crescenzo.  È arrivato e ha pensato: ma sì, quasi quasi buttiamoci dentro Massimo Troisi che sta bene su tutto.

Et voilà: la prima campagna di posizionamento dell’ex rettore candidato (la successiva sarà sui temi, come da manuale) è un gioco di parole. «Ricomincio da te», usando il Ricomincio da Tre , dolcissimo e ironico film del nostro beniamino. Manfredi è un accademico, uno che non parla per slogan, un uomo di concretezza ma non rozzo, uno che vola alto: perché sciupare questa caratteristica?

A questo punto andrebbe di suggerire ai dotti medici e sapienti della comunicazione “No grazie il Pd mi rende nervoso” per i recuperare i pentastellati dissidenti o “Pensavo fosse civico invece era De Luca” per rassicurare i Dem deluchiani. Addirittura anche in Forza Italia a Napoli, dove tutto sono fuorché svegli sui temi della comunicazione, se ne sono accorti e hanno iniziato a ironizzare.

Vedere Manfredi su sfondo verde Hulk in una piazza Plebiscito (gongolerà Antonio Bassolino, visto che quello è il suo simbolo per eccellenza) non è una scelta azzeccata. Lo slogan “Ricomincio da Te”, rischia di sembrare addirittura pericolosamente allineato con il primo Luigi De Magistris, quel “Napoli è tua” che prometteva potere al singolo scordandosi del bene comune e della collettività (infatti poi il disastro s'è visto).

Ma poi chi è il "te"? A chi si riferisce, a chi guarda? Perché Manfredi non ha gli occhiali che invece indossa sempre? Perché lui sta a destra, il nome a sinistra e in mezzo c'è la cupola del Plebiscito? Altra cosa: è vero che Napule è mille culure ma proprio verde no. Ci manca proprio, il verde a Napoli.

Giornalista professionista, capo servizio di Napoli a Fanpage.it. Insegna Etica e deontologia del giornalismo alla LUMSA. Ha un podcast che si chiama "Saluti da Napoli". È co-autore dei libri Il Casalese (Edizioni Cento Autori, 2011); Novantadue (Castelvecchi, 2012), Le mani nella città e L'Invisibile (Round Robin, 2013-2014). Ha vinto il Premio giornalistico Giancarlo Siani nel 2007 e i premi Paolo Giuntella e Marcello Torre nel 2012.
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