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Investito e ucciso in bici sulla Circumvallazione di Napoli alla rotonda di Mugnano: traffico bloccato

Incidente stradale alla rotonda di Mugnano di Napoli della Circumvallazione esterna: ciclista investito, resta incastrato sotto auto e muore.
Immagine di repertorio
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Ciclista investito e ucciso sulla Circumvallazione Esterna di Napoli all'altezza della rotonda di Mugnano. Traffico bloccato per due ore questa mattina, venerdì 10 luglio, a seguito dell'incidente mortale consumatosi sulla strada che collega i comuni dell'area nord del capoluogo partenopeo, come Mugnano, Melito e Villaricca. L'impatto è stato molto violento. La vittima, un 62enne napoletano, sarebbe stato travolto da un'auto e sbalzato dal sellino, per poi cadere rovinosamente sull'asfalto e restare incastrato sotto la macchina. Sul posto sono arrivati sia i carabinieri che i vigili del fuoco, oltre al personale sanitario dell'ambulanza del 118 dell'Asl Napoli 2 Nord.

Ancora da chiarire la dinamica di quanto accaduto. Secondo le prime informazioni, il ciclista stava attraversando la strada, che è sprovvista di passaggi sopraelevati o interrati, nonostante colleghi importanti comuni e mezzi di trasporto pubblici, quando è stato travolto da un'auto Renault Clio che sopraggiungeva. L'incidente sarebbe avvenuto nei pressi del distributore di carburanti Tamoil. I carabinieri giunti sul posto hanno chiuso la strada, transennandola con il nastro bianco e rosso. È stata interdetta solo una corsia per consentire le operazioni di soccorso dell'uomo ed i rilievi.

Sul posto anche il pm di turno. È stato disposto il sequestro della salma. Mentre per il conducente dell'auto sono scattati i controlli di rito per i test alcol e droga. La circolazione è rimasta interdetta per circa due ore, prima di riprendere regolarmente.

Simeone (Napoli Pedala): "Disarmare violenza sulle strade"

Sulla vicenda interviene Luca Simeone, Bicycle Mayor e Presidente Napoli Pedala: "Va disarmata la città dalla violenza stradale. Lo ripetiamo ossessivamente, ancora con più forza dopo la morte del ciclista napoletano di oggi. È semplicissimo farlo, basta copiare dalle città che lo stanno facendo e destinare le risorse adeguate.
Bruxelles, Bologna, Amsterdam, Olbia lo stanno facendo. Si chiama Città 30. Per farla servono denari, mnl di euro, che vanno con serietà trovati. Il resto sono alibi e la deliberata scelta di vedere il perpetrarsi di queste tragedie, una dietro l'altra. Non siamo più disposti ad ascoltare le solite frasi di conseguenza da parte del Comune di Napoli e città metropolitana. Servono risorse economiche per affrontare quest’emergenza".

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