Perché il comizio del campo largo a Napoli è fallito: poca gente, luogo sbagliato. Primo campanello d’allarme verso il 2027

«Sicuramente Potere al Popolo ci ha creduto più di noi…», dice sarcastico uno dei nomi "in alto" del Partito Democratico napoletano, commentando il comizio del campo largo di centrosinistra a Napoli, in piazza del Gesù. L'ironia cela un certo disappunto che ieri sull'asse Napoli-Roma in alcuni gruppi Pd su Whatsapp era chiaro (seppur affidato a battute e meme).
Cos'è mancato? Tutto: in piazza ad accogliere i quattro leader nazionali Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e il presidente della Regione Campania Roberto Fico, c'erano a malapena quattrocento persone «praticamente manco tutti fra parlamentari, consiglieri regionali e comunali e i loro collaboratori».
E poi, appunto, la scelta della location, piazza del Gesù, un invito a nozze per Potere al Popolo che mercoledì sera, con una ventina di attivisti molto convinti e un megafono cinese ha mandato ai matti i capi di quattro partiti nazionali. Ieri sulla graticola c'erano i responsabili organizzazione e i segretari del Pd Napoli e Campania, Francesco Dinacci e Piero De Luca nonché i loro omologhi del Movimento Cinque Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra. «Non c'è un coordinamento del campo largo, ognuno ha pensato che l'altro avesse organizzato, tipo festa», spiega uno dei "quadri" di partito Dem.
Il sindaco Manfredi e la contestazione
Dopo la partecipazione, c'è il tema contestazione: ad avere la peggio è stato il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi il cui intervento, il primo dei leader, è stato totalmente offuscato da urla, contestazioni, cori e dal megafono. Manfredi non è un arringatore di folle, nel comizio è un diesel e sicuramente preferisce contesti più fair: avrebbe volentieri optato per un ambiente più raccolto come la Stazione Marittima ma i partiti volevano per forza un luogo aperto, ignorando il rischio contestazioni (paventato perfino dalla Digos quando si è trattato di chiedere i permessi).
Potere al Popolo con De Magistris nel 2027
Completamente diverso, ovviamente lo stato d'animo degli attivisti napoletani di Potere al Popolo, gasatissimi per il massimo rendimento col minimo sforzo: anche l'attacco ricevuto dalla premier Giorgia Meloni che ha espresso solidarietà al centrosinistra per la contestazione per loro è stata una medaglia da appuntarsi. Già, ma che farà Potere al Popolo a Napoli alle Elezioni Amministrative 2027? Luigi De Magistris si ricandiderà e vorrebbe PaP ma non con una lista a parte, dispersiva, bensì nelle sue liste, con Giuliano Granato come punta di diamante.