Influenza, picco in Campania: “Migliaia di bimbi a letto, febbre e vomito anche per 5 giorni”

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Antonio Carpino, pediatra e referente Fimp Napoli, a Fanpage.it: “Aumentata l’incidenza di influenza tra i bimbi, siamo al 56 per cento”
Intervista a Dott. Antonio Carpino
pediatra e referente provinciale della Fimp Napoli

"Stiamo registrando un picco di casi di influenza in questi ultimi giorni di gennaio. Bimbi a letto con febbre alta, vomito e diarrea. Un aumento dell'incidenza che supera il 50 per cento, soprattutto tra i più piccoli, nella fascia da zero a 4 anni. Non bisogna sottovalutare l'influenza. Il consiglio? Tenere i bimbi a casa anche 4-5 giorni dopo la scomparsa dei sintomi, per evitare ricadute".

A parlare a Fanpage.it è il dottor Antonio Carpino, pediatra di libera scelta e referente provinciale della Fimp Napoli vaccini, che interviene sulla recrudescenza di casi di influenza a Napoli e in Campania registrata negli ultimi giorni. Gli ambulatori dei pediatri sono il primo presidio sanitario, infatti. Mentre, al momento, non si registra una impennata di accessi presso l'ospedale Santobono, a quanto si apprende da fonti del nosocomio.

Dottore, si sta raggiungendo il picco dell'influenza tra i bimbi?

Stiamo registrando un aumento dell'incidenza dell'influenza in questi ultimi giorni di gennaio, pari al 56% dei bimbi da 0-4 anni e al 27% da 5 a 14 anni, come si evince dai dati della piattaforma RespiVirNet, il portale nazionale per monitorare l'influenza e i virus respiratori.

Qual è il motivo?

Con la chiusura delle scuole per le festività natalizie abbiamo avuto un rallentamento della diffusione del virus. La ripresa dell'attività scolastica associata al cambiamento climatico e al brusco abbassamento delle temperature ha determinato una ripresa della circolazione del virus. Per questo adesso ci ritroviamo con le classi semi-vuote.

Quali sono i sintomi che state riscontrando negli ambulatori?

Quest'anno l'influenza è particolarmente aggressiva. Stiamo riscontrando nei bimbi febbre elevata, mal di testa, dolori muscolari, mal di gola, tosse e anche vomito e diarrea. Abbiamo dovuto fare i conti anche con la variante K, che appartiene al ceppo AH3N2. Questo ceppo è presente nel vaccino, ma la sua modificazione ne ha determinato una minore efficacia.

È preoccupante?

Questi dati non devono allarmare. L'influenza è una malattia respiratoria e ogni anno colpisce il 5-10% degli adulti e il 20-30% dei bimbi. Tuttavia non va sottovalutata. Non è una malattia banale e può avere complicanze. Il rimpianto è avere ancora un elevato numero di bimbi tra 6 mesi e 6 anni, considerati una categoria fragile, non vaccinati. Il vaccino riduce notevolmente le complicanze gravi: polmoniti, ospedalizzazioni.

Quali consigli per le famiglie?

Se si contrare l'influenza evitare di assumere antibiotici se non prescritti dal pediatra, perché non agiscono sui virus. Bere molta acqua e cercare di alimentarsi. Il consiglio è di tenere i bimbi a casa anche 4-5 giorni dopo la scomparsa dei sintomi e fare una buona convalescenza. Poi, come precauzione, adottare tutte le buone pratiche già usate per il Covid in materia di igiene: lavarsi spesso le mani, coprirsi la bocca con la mano o il braccio quando si starnutisce.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio medico.
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