Inchiesta Tav, l’imprenditore trova la microspia. Il fratello: “Scambiamoci le auto”

Avatar autore
A cura di Nico Falco
Immagine
Il dispositivo di captazione, precisa il gip nell’ordinanza, non sarebbe relativo all’inchiesta che ha portato alle venti misure cautelari.

L'imprenditore Dante Salzillo, al centro dell'inchiesta sul presunto sistema corruttivo nella gestione di alcuni cantieri della tratta Napoli-Bari della Tav, avrebbe trovato una microspia nella sua automobile. E, parlandone col fratello, quest'ultimo gli aveva prospettato una soluzione: scambiarsi i veicoli per evitargli di venire intercettato.Il particolare emerge dall'ordinanza con cui il gip di Napoli ha disposto venti misure cautelari nei confronti di imprenditori e funzionari, tutti accusati di essere coinvolti in un meccanismo di "saldatura" in cui, si legge nell'ordinanza, le condotte illecite venivano anche favorite e chi le poneva in essere veniva avvantaggiato.

L'inchiesta, condotta dal nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli e coordinata dalla Procura partenopea (pm Henry John Woodcock), non riguarda la stazione appaltante, ovvero Rfi, ma persone operanti negli altri livelli della filiera. I rapporti tra i presunti corrotti e corruttori vengono descritti come "sistematicamente connotati dallo scambio di favori reciproci", fino, in alcuni casi, a un vero e proprio "asservimento delle proprie funzioni agli interessi" dell'impresa che si stava favorendo.

L'episodio della microspia risale al marzo 2025. E, specifica il gip nell'ordinanza, quel dispositivo, ammesso che sia stato realmente rinvenuto, non è legato al procedimento penale sfociato nelle ordinanze eseguite oggi dalla Guardia di Finanza; è quindi ipotizzabile che l'imprenditore fosse coinvolto anche in altre indagini.

L'11 marzo 2025 Dante Salzillo parla col fratello Angelo su WhatsApp (entrambi destinatari di misura agli arresti domiciliari) e gli invia la foto della leva del cambio della sua automobile: "Sta qua", gli dice. L'altro, evidentemente ricollegandosi ad un discorso che i due avevano già fatto e relativo proprio alla possibilità di essere intercettati, gli popone una soluzione: scambiarsi l'automobile. Successivamente Dante Salzillo invia la stessa fotografia anche ad un commercialista: "È come dicevate voi", gli dice.

Questa mattina, 29 settembre, sono state eseguite le venti misure cautelari, gli indagati sono complessivamente 49. Sono stati sottoposti agli arresti domiciliari l'imprenditore Dante Salzillo, legale rappresentante e socio di Areco Campania; Raffaele Salzillo di Areco, società a lui riconducibile insieme al fratello Dante; Angelo Salzillo, socio di Areco; Alessio De Luca, direttore del cantiere di Afragola di Nacav, consorzio impegnato nella realizzazione dei lavori in particolare per la tratta Napoli-Cancello; Alessandro Stabile, direttore di cantiere Webuild/Hirpinia AV — Basilicata; Gianfranco Fontana, responsabile/capo cantiere Nacav — Abruzzo; Alberto Sannino, socio e amministratore di fatto di Sannino Petroli srl; Domenico Di Lillo, intermediario nell'operazione per il trasferimento in Egitto di circa 300mila euro; Ali Salah Ali Abdelati, dipendente di Areco e intermediario della manodopera (ritenuto un "caporale", visto lo sfruttamento degli operai documentato nell'indagine); Aristodemo Busillo, legale rappresentante di Hirpinia AV (in precedenza di Nacav).

È stato invece disposto l'obbligo di dimora per  Maurizio Di Prima, dipendente Nacav; Salvatore Francesco Caruso, legale rappresentante Nacav; Antonio Donadio, procurement manager Webuild/Hirpinia AV; Giandomenico Colella, collaboratore di Dante Salzillo; Maurizio Ferroni, direttore tecnico e project manager Ghella S.p.A./Consorzio Telese. Obbligo di dimora e sospensione per un anno per Vincenzo Moriello, dipendente Seli Overseas (già legale rappresentante di Nacav); Costantino Guidubaldi, addetto all'ufficio acquisti Tunnelpro S.p.A./Consorzio Telese. Sospensione per un anno, infine, per Piero Centonze, dipendente Nacav; Alessandro Cupellini, dipendente Nacav e Francesco Cosentino, dipendente Hirpinia AV.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views