Tangenti sull’Alta Velocità: la Finanza scopre i soldi nei panettoni, ma l’imprenditore li consegna lo stesso
La Guardia di Finanza aveva intercettato i pacchi coi panettoni, e aveva anche scoperto le buste coi soldi all'interno, ma, quando li aveva restituiti, l'imprenditore li aveva comunque consegnati ai funzionari dai corrompere. Il particolare emerge dall'ordinanza che è stata eseguita questa mattina dalla Guardia di Finanza: 20 misure cautelari, nell'ambito di una inchiesta sulla gestione di alcuni cantieri della tratta dell'Alta Velocità Napoli-Bari. Le presunte irregolarità non sono attribuite alla stazione appaltante (Rete Ferroviaria Italiana SPa, Rfi), ma persone operanti negli altri livelli della filiera.
Dalle indagini è emerso quella che il gip di Napoli Federica Girardi, nell'ordinanza, descrive come un sistema corruttivo diffuso e che coinvolgeva numerose persone, una vera e propria "saldatura" tra gli interessi degli imprenditori e quelli dei pubblici ufficiali nell'assegnazione dei lavori. L'inchiesta ha documentato anche i rapporti tra alcuni imprenditori con persone ritenute legate alla criminalità organizzata (in particolare il clan Belforte di Marcianise), ma il giudice non ha ritenuto di dover riconoscere la sussistenza dell'agevolazione mafiosa per gli indagati.
Il particolare dei panettoni è stato scoperto dalla Guardia di Finanza nel corso delle indagini: gli imprenditori coinvolti consegnavano i pacchi con l'aggiunta, all'interno, di somme di denaro contante. L'episodio del sequestro, relativo proprio a questo tipo di regalie, risale al dicembre 2024. Quel giorno le Fiamme Gialle avevano intercettato una telefonata in cui Dante Salzillo, legale rappresentante e socio di Areco Campania, parla di un "pensiero" inserito in una confezione natalizia e successivamente si accordava per "un caffè" con Costantino Guidubaldi, addetto all'ufficio acquisti Tunnelpro S.p.A./Consorzio Telese (entrambi sono tra i destinatari di misura cautelare, il primo è stato sottoposto agli arresti domiciliari e l'altro all'obbligo di dimora e sospensione per un anno).
La pattuglia aveva così raggiunto il luogo dell'appuntamento e aveva fermato i due durante lo scambio di alcuni pacchi. I militari avevano chiesto di aprirli e avevano appurato che dentro, oltre ai dolci natalizi e il vino, c'erano anche delle buste contenente denaro contante. I due uomini erano quindi stati invitati in caserma per il conteggio dei soldi e successivamente i tre pacchi erano stati restituiti per non compromettere le indagini in corso.
A quel punto Salzillo, pur consapevole che il contenuto delle confezioni natalizie era ormai noto, non aveva desistito. Anzi, si era accordato col suo collaboratore, Giandomenico Colella (destinatario di obbligo di dimora) affinché le confezioni venissero sistemate e consegnate ugualmente. I pacchi sarebbero stati consegnati da Angelo Salzillo (arresti domiciliari) e, da una sua successiva conversazione col fratello Raffaele (arresti domiciliari), si evince che due dei tre destinatari avevano accettato il pacco. Il terzo, invece, aveva declinato l'offerta, preoccupato per l'intervento della Guardia di Finanza del giorno precedente, nonostante Salzillo lo avrebbe rassicurato dicendogli che dentro c'era solo il panettone e nient'altro, alludendo, secondo gli inquirenti, proprio alle buste coi soldi: "Non mi dire niente, dopo l'accaduto… – avrebbe risposto il geometra – mettiti nei miei panni, portatelo".