Tangenti sull’alta velocità Napoli-Bari: Porsche, iPhone e soldi nei panettoni. I lavoratori sfruttati per 20 ore al giorno

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Le buste nascoste nei box di Natale / foto Gdf
Inchiesta della Procura di Napoli sugli appalti per le infrastrutture connesse alla Napoli-Bari: 20 misure cautelari.

Inchiesta sulle tangenti per agli appalti delle opere legate all'alta velocità Napoli-Bari: Porsche, orologi di lusso e iPhone regalati per corrompere, soldi nascosti nei panettoni e nei box natalizi. Il tutto mentre i lavoratori, invece, venivano sottopagati e sfruttati anche per 20 ore al giorno. La Procura di Napoli indaga su un giro di mazzette che avrebbe inquinato la realizzazione delle opere infrastrutturali connesse alla linea ferroviaria ad Alta Velocità-Alta Capacità Napoli-Bari. Una immensa opera pubblica nata per coronare il sogno di viaggiare dal capoluogo campano a quello pugliese in due ore. L'inchiesta, diretta dalla Procura di Napoli, guidata da Nicola Gratteri – fascicolo affidato al pm Henry John Woodcock – ha portato alla notifica di 20 misure cautelari personali e interdittive emesse dal gip. Le indagini sono delegate al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli. Tra i reati contestati a vario titolo, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, emissioni di fatture per operazioni inesistenti, corruzione per l'esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio e favoreggiamento.

Venti misure cautelari dalla Procura di Napoli

Nello specifico, dopo gli interrogatori preventivi degli indagati, sono scattati gli arresti domiciliari per 10 persone, mentre per altre 5 è stato disposto l'obbligo di dimora nel comune di residenza assieme all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria territorialmente competente, per due la misura dell'obbligo di dimora nel comune di residenza insieme all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria territorialmente competente ed alla sospensione totale dall'esercizio di un pubblico servizio per un anno, 3 alla misura interdittiva della sospensione totale dall'esercizio di un pubblico servizio per un anno.

Corruzione tra imprenditori e pubblici ufficiali per gli appalti

L'indagine si concentra sulle opere infrastrutturali connesse alla realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari e, in particolare, sulle tratte ultimate o in fase di realizzazione insistenti nelle province di Napoli, Avellino e Benevento. Gli investigatori hanno passato al setaccio tutte le fasi della gestione delle commesse: dall'affidamento dei lavori alla loro esecuzione e contabilizzazione, fino ai controlli e ai pagamenti alle imprese, nonché la gestione dei materiali di scavo e dei rifiuti di cantiere e la fornitura di calcestruzzo. Secondo l'ordinanza cautelare, sarebbe emerso un sistema di rapporti corruttivi tra imprenditori e pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che, in ragione delle responsabilità tecniche, amministrative e di cantiere esercitate, avrebbero agevolato determinate imprese nell' ottenimento delle commesse, nell'esecuzione e contabilizzazione dei lavori, nonché nei controlli e nei pagamenti.

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Scatole piene di soldi in contanti / foto Gdf

I soldi delle tangenti nascosti nei panettoni

In cambio dei favori accordati sarebbero stati corrisposti dagli imprenditori denaro e altre utilità, tra cui somme in contanti, anche nascoste in confezioni e box natalizi — orologi di pregio, telefoni cellulari, soggiorni, vacanze e altri beni e servizi. Ma anche auto di lusso. Durante un servizio di osservazione in occasione delle festività natalizie, i finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli avrebbero trovato in due box 10mila e 4mila euro in contanti, nascosti tra panettoni e biscotti e destinati a soggetti coinvolti nella gestione delle commesse. In un altro episodio sarebbero stati trovati 5mila euro in contanti nella disponibilità di uno dei soggetti coinvolti. Denaro nascosto anche in plichi consegnati con confezioni di prodotti caseari: su uno era stata apposta, per dissimularne il contenuto, la dicitura "Durc – regolarità contributiva".

Tra le cosiddette "altre utilità", ci sarebbe una Porsche Macan per una vacanza, un trattore tagliaerba da 3.722 euro, l'assunzione di un familiare, soggiorni, un iPhone, cuffie Bluetooth e un'imbarcazione con skipper. Fari puntati anche sui regali di Natale: orologi di pregio, tra i quali 5 del valore di 19.900 euro. Denaro e altre utilità sarebbero stati la contropartita dei favori assicurati agli imprenditori nella gestione delle commesse, nella contabilizzazione dei lavori e nei pagamenti. Accertamenti anche su un bonifico di 18.300 euro, utilizzato in parte per il pagamento di un appartamento a Roccaraso, che sarebbe stato corrisposto in cambio di un trattamento preferenziale nei pagamenti.

I lavoratori sfruttati: 20 ore al giorno

Trattamento completamente diverso, invece, per i lavoratori impegnati sui cantieri. A loro è dedicato un altro filone di indagine che avrebbe scoperchiato un sistema di sfruttamento di lavoratori extracomunitari. Sarebbe stata verificata la presenza nei cantieri di lavoratori di origine egiziana sottoposti a condizioni lavorative particolarmente gravose e degradanti, con turni protratti, in alcuni casi, sino a 20 ore, ripetute violazioni dei periodi di riposo, corresponsione di retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali o, comunque, sproporzionate alla quantità e qualità di lavoro svolto.

Non solo. Secondo gli investigatori ci sarebbe stata anche inosservanza delle disposizioni in materia di igiene e sicurezza. I lavoratori sarebbero stati poi sottoposti a metodi di sorveglianza e a situazioni alloggiative del tutto precarie, con irregolarità relative ai permessi di soggiorno e alla documentazione attestante l'assolvimento degli obblighi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Fatture false per operazioni inesistenti

Un'altra pista riguarda le fatturazioni. Si sarebbe ricostruito un meccanismo di emissione di fatture per operazioni inesistenti, che sarebbe stato finalizzato alla creazione di disponibilità di denaro contante, parte del quale sarebbe stata utilizzato anche per le dazioni corruttive. Il gip del Tribunale di Napoli ha disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, anche per equivalente, del profitto dei reati di corruzione contestati. Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

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