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19 Ottobre 2021
12:53

Inchiesta neonazismo, campi di addestramento paramilitare in Campania. Collegamenti a gruppi ucraini

I neonazisti si addestravano alla guerra in campi di addestramento paramilitari tra il Napoletano e il Casertano. È una delle piste sulle quali sta indagando la Procura di Napoli, guidata dal procuratore Giovanni Melillo, nell’ambito dell’inchiesta che ha portato questa mattina all’esecuzione di perquisizioni nei confronti di 26 persone. Trovate anche armi da softair modificate per sparare proiettili veri.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Immagine d’archivio
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I neonazisti si addestravano alla guerra in campi di addestramento paramilitari tra il Napoletano e il Casertano. È una delle piste sulle quali sta indagando la Procura di Napoli, guidata dal procuratore Giovanni Melillo, nell'ambito dell'inchiesta che ha portato questa mattina all'esecuzione di perquisizioni nei confronti di 26 persone. Trovate anche armi da softair modificate per sparare proiettili veri. L'indagine è volta a verificare l'esistenza di una associazione sovversiva neonazista e suprematista, diffusa in tutt'Italia e con collegamento con analoghe organizzazioni ucraine. L'inchiesta è condotta dai pm Claudio Onorati e Antonello Ardituro, coordinati dal procuratore capo Giovanni Melillo. Indagini affidate alla Digos di Napoli e della Direzione centrale della polizia di prevenzione Ucigos – Servizio per il contrasto dell'estremismo e del terrorismo interno.

La Procura: "Studiavano all'estero l'uso delle armi"

L'associazione neonazista sarebbe organizzata, scrive la Procura di Napoli, "all'ombra di un costituito Ordine di Hagal", in maniera caratterizzata da una rigida compartimentazione informativa in base al livello gerarchico raggiunto e volta a realizzare un avanzato addestramento militare dei suoi adepti, alcuni dei quali risultano aver frequentato, anche all'estero, corsi per l'utilizzo di armi da sparo corte e lunghe e per l'addestramento in tecniche di combattimento corpo a corpo". L'associazione neonazista avrebbe avuto base operativa nella provincia di Napoli. I campi di addestramento si sarebbero trovati tra il Napoletano e il Casertano. I pm indagano sulle condotte che sarebbero riconducibili all'agire di gruppi organizzati di matrice neonazista, dediti a campagne di apologia del fascismo, negazionismo della Shoah, incitazione all'odio razziale e all'antisemitistmo. Si coordinavano attraverso le chat Whatsapp e i canali Telegram.

Nelle intercettazioni "programmavano azioni eclatanti"

Nelle perquisizioni eseguite oggi e nel mese di maggio nei confronti di alcune persone indagate a seguito delle intercettazioni di comunicazione aventi ad oggetto la disponibilità di armi e la programmazione di eclatanti azioni violente. Tali perquisizioni consentivano di rinvenire munizioni, numerose armi softair, fra cui anche un lancia-granate, abbigliamento tattico militare, nonché numerosi devices oggetto di successivi accertamenti tecnici". Le armi softair, si tratta di riproduzioni fedeli agli originali che sparano pallini di gomma, sarebbero state modificate per sparare proiettili veri. Sono emersi, secondo le indagini della Procura, anche contatti e frequenti rapporti con formazioni ultranazionaliste ucraine, apertamente neonaziste, come il Battaglione Azov, la Misantrophic Division, il Pravi Sector e Centuria, anche in vista di reclutamenti nelle fila di tali gruppi militari combattenti.

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