Incendio a Sarno: in fiamme la Termoplast. Nube nera anche su Terzigno, il sindaco: “Non aprite le finestre”

Un grosso incendio è divampato nella notte nella zona industriale di Sarno, in provincia di Salerno; a fuoco, per cause che al momento restano da accertare, un capannone della "Termoplast", azienda specializzata nella lavorazione della plastica e nella produzione di contenitori per alimenti. Il rogo ha causato densa nube di fumo nero che ha rapidamente invaso la zona e si è estesa sui comuni vicini. Il sindaco di Terzigno, Salvatore Carillo, ha lanciato un appello a tenere porte e finestre chiuse.
Il rogo è partito nella serata di ieri, 21 giugno. Tra le cause ipotizzate, quella di un guasto ai macchinari usati per la lavorazione, anche se, fino a quando non saranno completati i sopralluoghi, non si potrà escludere nessuna ipotesi. L'incendio ha interessato il capannone di circa 5mila metri quadrati di proprietà dell'azienda, i Vigili del Fuoco sono al lavoro dalla mezzanotte per arginare e spegnere l'incendio, costantemente alimentato dai materiali stoccati all'interno della struttura. In supporto sono arrivati i pompieri dai comandi di Napoli, Caserta e Avellino: complessivamente sono presenti circa 40 uomini e 10 mezzi di soccorso.
Con un post sui social il sindaco di Terzigno, Salvatore Carillo, questa mattina ha aggiornato sulla situazione e ha lanciato un appello ai suoi concittadini perché la colonna di fumo nero che si alza dal capannone di Sarno sta interessando diversi Comuni dell'area vesuviana. "In attesa dei riscontri ufficiali degli enti competenti, tra cui Arpac Campania – scrive nel post – invito i cittadini, a scopo precauzionale, a tenere chiuse porte e finestre, limitare la permanenza all’aperto, evitare attività fisica all’esterno e ridurre le attività non strettamente necessarie negli spazi aperti. Siamo in costante contatto con gli organi preposti e provvederemo a informare tempestivamente la popolazione non appena saranno disponibili ulteriori aggiornamenti".
Con una nota, l'Arpac Campania fa sapere che "il materiale combusto è costituito principalmente da imballaggi in plastica e cartoni, in particolare ad essere interessate dalle fiamme sono state bobine di polipropilene, cartoni per il confezionamento, vaschette e film da imballaggio" e che sono stati installati, già nella notte, un campionatore per il monitoraggio di diossine, furani, policlorobifenili diossina-simili aerodispersi e un campionatore per il monitoraggio del PM10 a 500 metri dal luogo dell'incendio, nei pressi del Pronto Soccorso dell'ospedale "Martiri di Villa Malta". L'installazione di una seconda postazione di monitoraggio verrà valutata oggi pomeriggio, in base all'evoluzione della situazione. Per il momento le stazioni di rete fissa di Nocera Inferiore e Cava de' Tirreni non hanno rilevato concentrazioni degli inquinanti monitorati riconducibili chiaramente all'incendio.