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Opinioni
14 Ottobre 2021
17:15

In Campania due mega incendi di plastiche in un mese: continuiamo ad uccidere una terra martoriata

L’incendio di materiale plastico ad Airola è il secondo del genere in un mese. È chiaro che questi veleni da qualche parte andranno a finire. E dove?  Sul cibo che mangiamo, nell’aria che respiriamo, nell’acqua che beviamo. È sostenibile per un territorio già così provato come quello della Campania, incassare disastri del genere senza almeno porsi il problema?
A cura di Ciro Pellegrino
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Ieri i fumi di un grosso incendio di materiale plastico stoccato ad Airola, provincia di Benevento, hanno ammorbato mezza Campania. La colonna di polveri nere, spinta dal vento di grecale, si è spinta dalla Valle Caudina al Nolano e giù, verso Napoli città e la zona Vesuviana.

A questi disastri sembriamo quasi abituati ormai. Si sa, questa è la "Terra dei fuochi". E che siano spazzatura o plastiche industriali ormai poco importa.  Nemmeno un mese fa, a Teverola (Caserta) stesso rogo, stesso disastro. Stessa reazione anestetizzata: di ciò che l'incendio ha diffuso nell'aria non importa niente a nessuno.

Possibile? Possibile che l'eventuale dispersione di diossina e altre sostanze cancerogene passi così, come «cosa ‘e niente», aspettando il prossimo incendio? Le Asi, zone di sviluppo industriale, hanno davvero tutte piani di sicurezza e anti-incendio degni di questo nome? Possibile che nessuno si ponga il problema degli insediamenti industriali, proprio negli anni in cui ormai si parla quotidianamente delle transizioni ecologiche, della sostenibilità ambientale.

È chiaro che questi veleni da qualche parte andranno a finire, mica scompaiono come un granello di polvere sullo schermo del nostro smartphone. E dove vanno a finire?  Sul cibo che mangiamo, nell'aria che respiriamo, nell'acqua che beviamo. È sostenibile per un territorio già così provato come quello della Campania, incassare disastri del genere senza almeno porsi il problema?

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Giornalista professionista, capo servizio di Napoli a Fanpage.it. Insegna Etica e deontologia del giornalismo alla LUMSA. Ha un podcast che si chiama "Saluti da Napoli". È co-autore dei libri Il Casalese (Edizioni Cento Autori, 2011); Novantadue (Castelvecchi, 2012), Le mani nella città e L'Invisibile (Round Robin, 2013-2014). Ha vinto il Premio giornalistico Giancarlo Siani nel 2007 e i premi Paolo Giuntella e Marcello Torre nel 2012.
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