Rivoluzione Circumvesuviana, la Regione Campania tratta l’uscita di De Gregorio da Eav

Il consiglio d'amministrazione convocato ieri mattina si è concluso in maniera burocratica e senza intoppi: «Presa d'atto». Così Umberto de Gregorio nella duplice veste di presidente e direttore dell'Ente Autonomo Volturno, Eav (Circumvesuviana, Circumflegrea, Cumana, MetroCampania Nord Est) ha incassato il nuovo statuto Eav della Regione Campania che, di fatto, gli prepara la valigia dopo dieci anni al comando della società regionale. Al suo posto arriverà l'ex manager Trenitalia Pietro Diamantini come amministratore unico.
De Gregorio ha fatto l'unica mossa che gli restava in mano: ha convocato il Consiglio Eav e ha preso atto dello statuto che sarà poi approvato dall'assemblea dei soci lunedì 29. «Prendere atto» non significa approvare. Lo statuto non lo modifica il CdA, lo modifica l'assemblea dei soci, cioè la Regione, socio unico.
Il commercialista napoletano, piazzato in Eav da Vincenzo De Luca, ha contratto da direttore generale già in essere e con scadenza 2027. Un contratto che non si cancella certo riscrivendo lo statuto che disegna l'organizzazione futura ma non scioglie da solo un rapporto contrattuale già perfezionato.
Cosa può fare De Gregorio, allora? Non può restare al comando, visto che quella partita è persa ma può pesare sull'uscita. Se la Regione lo estromette anche dalla funzione di dg prima del 2027 senza un accordo, lui può contestare la cessazione e chiedere il risarcimento. Lo statuto stesso, all'articolo 13 bis, prevede che la revoca senza giusta causa lasci salvo «il diritto al risarcimento dell'amministratore revocato». È esattamente la ragione per cui Palazzo Santa Lucia, attraverso il vicepresidente con delega ai Trasporti Mario Casillo, sta cercando una chiusura bonaria: per evitare strascichi giudiziari e tempi lunghi.
La seconda, di conseguenza, è la negoziazione dell'uscita: trovare un accordo economico/transattivo che monetizzi il residuo del contratto fino al 2027. È la strada che la Regione preferisce e su cui De Gregorio ha effettivamente potere di trattativa, perché un suo ricorso rallenterebbe l'insediamento di Diamantini.