Presidenza Fico in Regione Campania

Radioterapia in Campania, la Regione fissa i tetti di spesa 2026, ma più controlli sui centri privati accreditati

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Capo cronaca Napoli
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Contratti in scadenza, migliaia di pazienti oncologici a rischio: la giunta Fico con una delibera sblocca la radioterapia nei centri accreditati.

Migliaia di pazienti oncologici hanno rischiato di restare senza terapie. La Regione Campania ha scongiurato lo stop approvando, la delibera che fissa finalmente i tetti di spesa 2026 per i centri privati accreditati di radioterapia, coprendo quasi sette prestazioni su dieci erogate in convenzione con il Servizio sanitario regionale.

Il vuoto che il provvedimento colma è amministrativo prima ancora che economico. A metà 2026 Palazzo Santa Lucia non aveva ancora individuato i volumi di prestazioni acquistabili né i relativi limiti di spesa per l'anno in corso, lasciando le strutture private a lavorare in proroga informale sugli accordi 2025, ormai giudicati insufficienti. Una situazione che si trascinava però già da prima dell'attuale giunta: i contratti di radioterapia risultano definitivi per il 2024, ma erano stati approvati solo in via provvisoria per il 2025, e per il 2026 mancava ancora qualunque riferimento formale. Trattandosi di cure indifferibili, l'incertezza aveva fatto salire la tensione fino alla minaccia da parte delle strutture di sospendere il servizio dalla fine di luglio.

La delibera interviene su due fronti. Il primo è la certezza dei numeri: conferma per il 2026 gli stessi tetti di spesa individuale già fissati per il 2025, sbloccando la firma dei nuovi contratti tra Asl e strutture, da sottoscrivere entro venti giorni dall'adozione del provvedimento.

Il secondo riguarda le condizioni economiche per chi supera quei tetti. Nel 2025 le prestazioni eccedenti venivano remunerate a consuntivo con una decurtazione fissa del 35% della tariffa. Per il 2026 la Regione abbassa questa penalità a percentuali variabili, che scendono dal 25% di agosto-settembre al 15% di novembre-dicembre, per una media annua attorno al 20%: quindici punti in meno rispetto all'anno precedente. Resta invece invariato il sistema degli acconti mensili: l'85% della produzione da gennaio a giugno, l'80% da luglio, con saldo unico a consuntivo.

Ci saranno più controlli. Ad accompagnare le nuove regole sarà istituito, entro il 31 agosto, un tavolo tecnico regionale permanente con il compito di monitorare mensilmente le prestazioni erogate e vigilare sull'appropriatezza dei trattamenti fatturati al servizio pubblico.

Il provvedimento arriva in un contesto di spesa già in forte crescita. Secondo i dati riportati nelle premesse della stessa delibera, a parità di pazienti trattati la spesa regionale per la radioterapia è aumentata dell'82,6% tra il 2024 e il 2025, passando da 68,2 a 124,6 milioni di euro, con un costo medio per assistito salito da 2.349 a 6.613 euro.

Un balzo che la Regione attribuisce non a un maggiore ricorso alle terapie, ma al nuovo nomenclatore tariffario nazionale entrato in vigore a fine 2024. È in questo scenario che la giunta guidata da Roberto Fico – che gestisce di persona la delega alla sanità . ha scelto comunque di alleggerire le penalità sugli sforamenti, nel tentativo di garantire ai malati oncologici la continuità di un servizio che, in Campania, dipende in larga parte proprio dalle strutture private accreditate.

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