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In carcere il parcheggiatore abusivo che chiedeva soldi all’esterno dell’Ospedale Santobono

Il posteggiatore aveva collezionato 35 denunce e segnalazioni in 5 anni. Condannato a 4 mesi, pena sospesa con messa in prova, non aveva rispettato le prescrizioni. Portato in carcere.
A cura di Pierluigi Frattasi
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In carcere il parcheggiatore abusivo che chiedeva soldi all'esterno dell'Ospedale Pediatrico Santobono di Napoli. Il posteggiatore operava nelle strade circostanti il nosocomio pediatrico partenopeo, nel quartiere Arenella, utilizzate di solito dai familiari dei bambini ricoverati per far visita ai loro piccoli. In 5 anni aveva collezionato circa 35 tra denunce e segnalazioni. Il parcheggiatore 60enne era stato già condannato a 4 mesi, ma la pena era stata sospesa e aveva avuto la messa in prova. Nonostante la condanna, l’uomo non ha rispettato nemmeno le prescrizioni imposte nel decreto di sospensione di esecuzione per la carcerazione. Venuti meno i presupposti per beneficiare della sospensione, il Giudice ha ristabilito la pena della reclusione. L’uomo è stato portato nel carcere di Poggioreale ed è lì che sconterà i prossimi 4 mesi

Non è un episodio frequente che un parcheggiatore abusivo finisca in carcere. La vicenda, in questo caso, come ricostruito dai carabinieri, inizia nel 2018. I carabinieri della Compagnia Vomero sanzionarono un 60enne del Rione Sanità. Come accade in molte zone della città, l’uomo aveva chiesto denaro ad alcuni automobilisti in cerca di parcheggio. La prima sanzione fu amministrativa, ma ciò nonostante proseguì nella sua attività. Le forze dell’ordine lo hanno così segnalato e denunciato circa 35 volte, quasi sempre nelle strade che circondano l’ospedale pediatrico Santobono. Il procedimento giudiziario non si è mai fermato da allora ed è andato avanti fino alla condanna. Il Giudice ha imposto al 60enne un’ammenda di 2mila euro e 4 mesi di reclusione ma con la sospensione della pena e altrettanti mesi di messa alla prova. Ma non ha rispettato le prescrizioni e quindi sconterà la condanna in carcere.

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