In Campania dopo la pandemia sono gli adolescenti a chiedere più aiuto ai servizi di salute mentale, dicono gli psicologi

Lo si vede spesso negli «storytime» su Tiktok, social molto usato dai giovanissimi. Lo storytime è quel format in cui l'utente racconta una propria esperienza particolare, a volte anche molto personale. In questi casi non è inusuale trovare ragazze e ragazzi che parlano di salute mentale e che chiedono spesso di «normalizzare» la discussione sull'argomento, nonché la scelta di accedere a psicologi, psichiatri, centri di cura specializzati, in caso di situazioni non più gestibili da soli a casa. Prima non se ne parlava così tanto, qualcosa sta cambiando. Anche in Campania, dove, non diversamente da altre regioni del Paese, i problemi di salute mentali finivano per diventare uno stigma.
Ansia e depressione restano i sintomi più diffusi tra chi si rivolge ai servizi pubblici di salute mentale in Campania; a fotografare lo stato di salute psicologica dei napoletani è Armando Cozzuto, presidente dell'Ordine degli Psicologi della Regione Campania, intervistato da Fanpage. Il punto di partenza, spiega Cozzuto, è un pregiudizio ancora resistente: «La salute cosiddetta mentale e il benessere psicologico sono molto sottovalutati. C'è sempre quella falsa convinzione che sia un qualcosa che non mette a rischio la vita delle persone, e invece oggi vediamo dai fatti di cronaca che non è così».
Le sintomatologie più frequenti rilevate, a partire dal servizio di Psicologia di base, riguardano soprattutto i disturbi dell'umore. «Interveniamo subito in un primo livello», sottolinea Cozzuto, evidenziando come manchino spazi a cui rivolgersi quando il disagio non è ancora una patologia conclamata, sia per gli adulti sia per gli adolescenti. Proprio i più giovani, però, mostrano oggi un atteggiamento diverso. «Paradossalmente, grazie al Covid, il pregiudizio nei confronti degli operatori della salute mentale è diminuito parecchio, perché lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle», osserva Cozzuto, ricordando che la comunità internazionale parla di disturbo post-traumatico da stress pandemico. E aggiunge: «I primi sono stati gli adolescenti, sono quelli che hanno meno ritrosia e meno pregiudizi, e sono quelli che maggiormente fanno richieste e accedono ai servizi di psicologia».
La Campania prima Regione sulla psicologia di base
Sul fronte dei servizi, la Campania rivendica un primato. «Siamo stati la prima Regione ad aver legiferato un servizio di psicologia di base», dichiara il presidente, spiegando che la legge regionale ha fatto da apripista per altre regioni e per un testo unificato approvato dalla Commissione Affari Sociali della Camera. Il nodo, però, resta il finanziamento: a livello nazionale i fondi non ci sono, mentre la Campania ha ottenuto un finanziamento da 32,5 milioni di euro grazie alle risorse del Programma Nazionale Equità nella Salute (Pnes), destinato alle regioni in condizioni di svantaggio socio-economico.
Capitolo scuola. La Campania ha approvato una legge regionale, scritta con la collaborazione dello stesso Ordine, che ha garantito nel 2025 la presenza di psicologi in 365 istituzioni scolastiche. «Lo psicologo a scuola deve fornire supporto non solo agli alunni, ma anche agli insegnanti, alle famiglie e al personale Ata», con l'obiettivo di intercettare precocemente le forme di disagio. Una necessità tutt'altro che scontata, visto che l'Italia, ricorda il presidente, è uno dei pochi Paesi europei a non avere un servizio strutturato sancito da una legge nazionale.
A chi sostiene che si tratti di problemi "inventati" dalle nuove generazioni, il classico «ai tempi miei queste cose non esistevano…» Cozzuto risponde guardando ai cambiamenti sociali: le generazioni precedenti, ricorda, avevano progettualità – il lavoro a tempo indeterminato, la possibilità di comprare casa – che oggi i giovani non hanno. «I figli sono lo specchio di una progettualità mancata, e oggi questi ragazzi vengono totalmente etichettati e finiscono sulle pagine dei giornali solo quando fanno qualcosa di estremamente grave». Di qui l'appello a smettere di etichettare le famiglie e a costruire invece un servizio strutturato. Tra le altre misure, il presidente cita la recente legge regionale per il supporto ai pazienti oncologici ed ematologici, che dovrà prevedere la presenza di uno psicologo esperto in psiconcologia in ogni servizio dedicato.
Come accedere al servizio gratuito se si è in difficoltà
Infine, un'indicazione pratica per chi si trova in difficoltà e non sa come muovere il primo passo. «Si va dal medico di base o dal pediatra», spiega Cozzuto: il medico compila una scheda inviata al distretto sanitario, che richiama il paziente e fissa un appuntamento. «È un servizio totalmente gratuito che consente di rivolgersi a uno psicologo per otto incontri, e se necessario anche per altri otto», con la possibilità di essere poi indirizzati ai servizi specialistici dell'Asl di riferimento.