Il questore Lamparelli si insedia a Napoli: “Qui non si può essere superficiali: questa città non fa sconti”
Si è insediato oggi, 15 ottobre, il nuovo questore di Napoli, Fausto Lamparelli; succede a Maurizio Agricola, che ha ricoperto il ruolo dal luglio 2023. Sessantatré anni, nato a Benevento, per lui Napoli è un ritorno: in città era arrivato nel 2014 e aveva guidato la Squadra Mobile fino al 2017, incarico che ha svolto anche ad Ascoli Piceno, Latina, Bari e Genova; successivamente è stato questore di Perugia (2023/2024) e di Firenze (2024/2026). In questo ritorno, ha detto, ha trovato "autorità cittadine tutte impegnate in un'unica direzione", e ha assicurato "impegno, dedizione, professionalità, tempo da dedicare alla città, una città che merita il massimo impegno: qui non si può essere superficiali, Napoli non fa sconti".
Un periodo decisamente molto particolare, quello napoletano: imperversava la "paranza dei bambini", la guerra tra giovanissimi criminali del clan Sibillo, legati ai Contini, e dei Buonerba, vicini invece ai Mazzarella. E proprio su queste dinamiche è tornato il neo Questore durante l'incontro con la stampa per l'insediamento: "La presenza di giovani e l'eventuale fuoriuscita di vecchi boss possono creare qualcosa di pericoloso, non c'è dubbio", ha detto, rispondendo alla domanda sui possibili nuovi equilibri criminali. In questo scenario, si collocano anche i gruppi disgregati, quelli non completamente inquadrati in organizzazioni criminali e spesso composti anche da giovanissimi, che sono ugualmente pericolosi perché "tentano con la violenza di prendere possesso del territorio e di controllare i traffici di droga, di tabacchi lavorati esteri, le estorsioni e l'usura".
"Ho sempre pensato – ha aggiunto Lamparelli – che Napoli sia un'università per un funzionario di polizia e penso che sia un'università anche per un questore". Le priorità della sua azione saranno controllo del territorio e ordine pubblico, con particolare attenzione sul fenomeno della violenza sulle donne, sarà importante l'attività di repressione ma molta importanza sarà data anche al discorso prevenzione e alla presenza della Polizia sul territorio per attività non esclusivamente operative: "Bisogna seguire i ragazzi e dedicare loro tempo – ha aggiunto – ma a tutti. Andrò nelle scuole che faranno richiesta della mia presenza perché ritengo che questa sia una cosa importante".