876 CONDIVISIONI
L'arte del pizzaiuolo napoletano patrimonio UNESCO
27 Gennaio 2021
23:08

Il pizzaiolo più bravo d’Italia è di Cagliari: battuta Napoli, solo seconda

Il miglior pizzaiolo d’Italia è il cagliaritano Danilo Meloni: solo secondo posto per Napoli, davanti a Udine, rappresentate dai propri pizzaioli. Non è la prima volta che accade: nel 2019, in occasione dei campionati mondiali, vinse Lorenzo Collovigh, friulano classe 1963, con una marinara che gli valse il titolo di miglior pizzaiolo del mondo.
A cura di Giuseppe Cozzolino
876 CONDIVISIONI
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
L'arte del pizzaiuolo napoletano patrimonio UNESCO

Si chiama Danilo Meloni il pizzaiolo più bravo d'Italia: ma non è napoletano, con buona pace dei luoghi comuni. Si tratta infatti di un 27enne originario di Uta, in provincia di Cagliari, e lavora in un locale di Nuoro. Un napoletano sul podio c'è, ma si è fermato al secondo posto, davanti ad un friulano di Udine, giunto terzo. Danilo Meloni li ha battuti entrambi, vincendo così il titolo di pizzaiolo più bravo d'Italia.

Non si tratta però di una novità: già nel 2019 a sorpresa si era imposto come miglior pizzaiolo non d'Italia ma del mondo un pizzaiolo che proprio napoletano non era. Si trattò in quel caso di Lorenzo Collovigh, friulano classe 1963, che a sorpresa si era aggiudicato il titolo mondiale battendo anche i pizzaioli partenopei. Merito di una pizza marinara doc, che ebbe il merito di travolgere tutti i pronostici. Il successo era arrivato in quel caso al 29esimo Campionato Mondiale della Pizza tenutosi a Parma tra il 9 e l’11 aprile. Successi che insomma sembrano certificare che l'arte della pizza, divenuta ormai patrimonio dell'UNESCO, supera ormai i confini regionali della Campania, e che i maestri pizzaioli siano ormai pienamente affermati anche in altre parti d'Italia distanti centinaia di chilometri dal capoluogo partenopeo, da dove ormai 131 anni fa era nata su iniziativa, come ricorda la tradizione, di un giovane napoletano di nome Raffaele Esposito che tra l'11 e il 12 giugno del 1888 durante la visita nel capoluogo partenopeo dei Re d'Italia inventò, in onore della Regina Margherita di Savoia, moglie di Re Umberto I, la pizza a lei dedicata e alla quale diede il nome, guarnendola con basilico, mozzarella e pomodoro, i colori della bandiera italiana.

876 CONDIVISIONI
Quanto costava mangiare una pizza negli anni 80 a Napoli
Quanto costava mangiare una pizza negli anni 80 a Napoli
Chicago e il New Jersey: "Siamo la Capitale della pizza nel mondo". La risposta dei napoletani
Chicago e il New Jersey: "Siamo la Capitale della pizza nel mondo". La risposta dei napoletani
Le migliori pizzerie di Napoli quartiere per quartiere
Le migliori pizzerie di Napoli quartiere per quartiere
Lascia un commento!
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni