L’omicidio di Raffaele Cinque a Poggioreale, testimoni minacciati con la pistola rovente

I killer che fanno irruzione alle sei del mattino nell'abitazione di via dello Scirocco, quartiere Poggioreale, a Napoli, si trovano davanti Raffaele Cinque e sparano, sei o sette colpi di pistola; l'uomo prova a scappare calandosi dal balcone, i sicari si trovano faccia a faccia coi testimoni e li minacciano con la canna della pistola rovente: "Se parlate ne pagherete le conseguenze". È la ricostruzione della morte del 50enne, contenuta nell'ordinanza della Polizia di Stato eseguita questa mattina contro tre presunti responsabili: Salvatore e Giuseppe Bove, che avrebbero fatto parte del commando, e Gennaro Ziccardi, che avrebbe invece fatto da "palo".
Le ragioni dell'omicidio, avvenuto intorno alle 6 del mattino del 21 gennaio 2024, sarebbero da ricercare nei contrasti scaturiti per il controllo degli stupefacenti e delle attività illecite nella zona, ritenute dagli inquirenti appannaggio del gruppo "della Stadera", ovvero di via Stadera, a cui sarebbe legata la famiglia Bove e che sarebbe una costola del clan Contini dell'Alleanza di Secondigliano.
Prima di quell'agguato ci sarebbero stati due tentati omicidi. Il primo, proprio ai danni di Raffaele Cinque, risalente al 26 dicembre 2023, quando l'uomo venne investito da un'automobile mentre era in sella a uno scooter e poi accoltellato almeno tre volte alla schiena. Dell'altro sarebbe stato responsabile proprio Cinque, che avrebbe tentato di uccidere la sorella di Giuseppe Bove.
La notte dell'omicidio, è stato ricostruito nel corso delle indagini, Cinque non si trovava da solo in casa. Era con alcuni amici, che aveva incontrato per strada intorno alle 3 e aveva invitato per giocare a carte. Dopo un paio d'ore, quando gli ospiti stavano per andare via, l'irruzione. Il suono del campanello, poi la porta spalancata dall'esterno verso l'interno con violenza. Cinque che vede entrare i tre, almeno uno di loro con volto coperto e pistola in pugno, e ha solo il tempo di dire "oh oh oh" prima che partano i colpi. E, alla fine, il tentativo di scappare dal balcone: riesce a calarsi nel cortile interno, nonostante una ferita all'addome, ma uno dei sicari gli spara ancora e lo colpisce alla testa.
Prima di andare via, i killer avrebbero minacciato i testimoni. Lo si evince dalle intercettazioni, nelle quali due persone parlano della notte dell'omicidio e di chi aveva assistito. Uno dei presenti avrebbe riportato anche una bruciatura vicino all'occhio, dove gli era stata appoggiata la canna rovente dell'arma che aveva appena sparato contro Cinque.