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Campi Flegrei

Il direttore dell’Osservatorio Vesuviano a Fanpage.it: “Non escludiamo nuove forti scosse”

È iniziato un nuovo sciame sismico con la prima scossa che alle 19:51 ha colpito la zona nord di Solfatara, a Napoli. Come ha spiegato a Fanpage.it Mauro Antonio Di Vito, direttore dell’Osservatorio Vesuviano, non è escluso un altro evento forte nella notte tra 20 e 21 maggio.
Intervista a Mauro Antonio Di Vito
Direttore dell'Osservatorio Vesuviano
A cura di Enrico Spaccini
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Napoli è stata colpita nelle ultime ore da due violenti scosse di terremoto, la prima di magnitudo 3.5 e la seconda di 4.4 sulla scala Richter. Come ha spiegato il direttore dell'Osservatorio Vesuviano Mauro Antonio Di Vito a Fanpage.it, quello che ha avuto inizio alle 19:51 è "sicuramente uno sciame sismico che è ancora in corso".

"Nella notte potrebbe esserci un altro evento significativo come i primi due"

L'epicentro della prima scossa, registrata alle 19:51 di lunedì 20 maggio con magnitudo 3.5, ha avuto come epicentro la zona nord di Solfatara. "L'area dove ultimamente c'è la maggiore frequenza di terremoti", ha affermato Di Vito. Pochi minuti più, quando già diversi residenti avevano abbandonato la propria casa per rifugiarsi in strada, alle 20:10 è stata registrata la seconda scossa, più forte, di magnitudo 4.4 con epicentro ancora l'area dei Campi Flegrei.

"Con questi due eventi così grossi ne avremo sicuramente tanti altri", ha commentato il vulcanologo affermando che di certo si è avviato in questo modo uno sciame sismico: "Le scosse continueranno, non c'è nessun dubbio e non è escluso che nella notte possa verificarsi un altro evento tanto significativo come i primi due".

Le prossime scosse dello sciame

Non è possibile, tuttavia, fare delle previsioni esatte su quante scosse si verificheranno ancora e che intensità queste potranno avere. Già solo fino alle 20:22, per esempio, ce ne sono state altre 29 ma tutte molto superficiali.

Per quanto riguarda l'origine di questi eventi sismici, però, sembrano non esserci dubbi: "C'è una forte relazione con la deformazione del suolo che ha accelerato in questo ultimo periodo", ha spiegato ancora il direttore dell'Osservatorio Vesuviano, "con una velocità di 2 centimetri di deformazione massima al mese".

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