I soldi della Regione Campania per i Campi Flegrei saranno di più e destinati anche a tre quartieri di Napoli
Non c'è solo il Comune di Pozzuoli nella partita degli emendamenti alla proposta di legge regionale che stanzia fondi per i territori dei Campi Flegrei danneggiati dalla scossa 4.7 del 31 luglio scorso. Sul tavolo del Consiglio regionale sono arrivate 21 proposte di modifica, e il primo terreno di dibattito è la platea dei beneficiari: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e un gruppo trasversale di consiglieri chiedono di estendere gli aiuti anche a Bacoli, Monte di Procida e alle porzioni flegree di Napoli, come Bagnoli e Soccavo-Pianura. Un emendamento di Casa Riformista aggiunge pure Quarto alla lista.
Sulle cifre – la proposta si discuterà giovedì 27 agosto in Consiglio – si è aperta una vera gara al rialzo. Il testo originario stanziava 5 milioni di euro per Pozzuoli. PD e M5S propongono di raddoppiare a 10 milioni, mentre Forza Italia rilancia fino a 12 milioni, sostenendo che la cifra iniziale sia insufficiente rispetto alla gravità della situazione. Sia centrodestra che centrosinistra coprono l'aumento attingendo alla stessa fonte, ovvero l'avanzo libero del Consiglio regionale: dal rendiconto 2025 risulta che ammonta complessivamente a 24 milioni e 337mila euro
A questi importi si aggiungono canali paralleli: Forza Italia propone un «fondo autonomo» da 4 milioni per attività commerciali e turistiche, il gruppo di maggioranza dei renziani di Casa Riformista propone 1,5 milioni per la messa in sicurezza sismica di case private; il consigliere Francesco Iovino (centrodestra, lista Cirielli) chiede due stanziamenti da 300mila euro ciascuno, per la formazione antisismica nelle scuole e per ristori alle imprese danneggiate.
Forza Italia presenta due proposte quasi in sovrapposizione sullo stesso tema: portare il fondo principale a 12 milioni, comprensivo del sostegno alle imprese, e contemporaneamente aprire un canale separato da 4 milioni sempre per le attività produttive. Resta da capire in commissione quale delle due sopravviverà, o se finiranno per sommarsi. Non manca poi un nodo tutto tecnico ma politicamente sensibile: un emendamento dei Democratici elimina il vincolo che subordinava l'efficacia della variazione di bilancio alla presa d'atto dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, sostenendo che l'entrata in vigore di una legge non può dipendere da un atto amministrativo.