30 Dicembre 2021
14:05

Dietro la faida di Fuorigrotta la regia del clan Licciardi, le ipotesi sull’agguato al boss Troncone

Proseguono le indagini sull’agguato al boss Troncone, a Napoli: nella faida di Fuorigrotta potrebbero essere coinvolti i clan di Bagnoli, spalleggiati dai Licciardi di Secondigliano.
A cura di Nico Falco
Il luogo dell’agguato al boss Troncone, a Fuorigrotta
Il luogo dell’agguato al boss Troncone, a Fuorigrotta

Il commando che ha tentato di uccidere il boss Vitale Troncone, a Fuorigrotta, potrebbe essere stato armato dai clan di Bagnoli, appoggiati dai Licciardi di Secondigliano, e non si esclude che possa essere la risposta all'incendio che ha distrutto un pub. È una delle ipotesi su cui stanno lavorando gli inquirenti per fare luce sull'agguato del 23 dicembre, quando il 53enne, ritenuto a capo dell'omonimo gruppo di camorra attivo nel quartiere flegreo, è stato ferito da 2 colpi di pistola, uno a una gamba e uno allo zigomo, davanti al bar di famiglia, in via Caio Duilio; ricoverato prima al San Paolo e poi all'Ospedale del Mare, dove si trova tutt'ora, Troncone è in gravi condizioni.

Faida di camorra a Fuorigrotta, in fin di vita boss Troncone

L'agguato si inquadrerebbe nella faida scoppiata a Fuorigrotta. Obiettivo chiaro, l'egemonia sul quartiere napoletano, ma attori ancora da definire: sicuramente i gruppi malavitosi della zona, ma è possibile che siano in qualche modo coinvolti anche quelli della vicina Torretta di Mergellina e quelli del Rione Traiano. E che negli scontri abbiano un ruolo anche i clan di Bagnoli: in particolare gli Esposito-Nappi che, nonostante il recente arresto del capoclan Massimiliano Esposito, detto lo Scognato, e il pentimento del suo braccio destro, avrebbe ancora un forte peso sul territorio, sopratutto grazie alle alleanze con altri gruppi storici di camorra; "spalla forte" dei clan di Bagnoli, in passato legato ai Giannelli e successivamente proprio agli Esposito-Nappi, sarebbe il potentissimo clan Licciardi della Masseria Cardone, ai vertici dell'Alleanza di Secondigliano.

La mattina del 23 dicembre i killer hanno fatto fuoco davanti al bar Troncone, di proprietà della famiglia della vittima, in un'area molto trafficata di Fuorigrotta. Hanno esploso almeno 4 colpi calibro 9×21, incuranti dei tanti passanti. Il giorno dopo l'agguato è stato sottoposto a fermo il figlio del boss, accusato, insieme al cugino Andrea Merolla (ucciso in un agguato a novembre), di avere pestato un ladro per imporre la forza del clan.

L'episodio contestato risale a ottobre, ma la misura è scattata poche ore dopo l'agguato a Vitale Troncone: immaginabile l'intenzione di evitare un nuovo agguato. Il provvedimento non è stato convalidato: il gip ha accolto la tesi della difesa, basata sulla mancanza di gravi indizi di colpevolezza e l'insussistenza del pericolo di fuga, ha disposto quindi la scarcerazione senza applicare misure cautelari.

Incendiato pub a Bagnoli, ipotesi collegamento con l'agguato a Fuorigrotta

Alle prime ore del 17 dicembre un incendio ha devastato il pub "El Sombrero" di via Coroglio, a Bagnoli. Un rogo sicuramente doloso: nelle immagini della videosorveglianza, acquisite dalla Polizia di Stato, si vedono due persone che entrano di notte nel locale con taniche di benzina e cospargono pavimenti e arredi. Non è la prima volta che l'attività viene presa di mira: a luglio le finestre vennero bersagliate con 6 colpi di pistola. E, nel 2016, ci fu un attentato dinamitardo; in quel periodo era latitante Felice D'Ausilio, figlio del boss Mimi' D'Ausilio lo Sfregiato, che dopo essere evaso dal carcere in Sardegna secondo gli inquirenti stava cercando di ricompattare il clan.

Il pub è da qualche mese gestito da un giovane del posto, non ritenuto legato alla criminalità, ma la proprietà del locale resta di due fratelli pregiudicati; uno di loro, in passato ritenuto vicino al clan Sorprendente-Rossi, era stato gravemente ferito in un agguato alcuni anni fa. L'incendio potrebbe non essere quindi legato a dinamiche di racket ma una intimidazione o una ritorsione, che potrebbe aver portato, come risposta, all'agguato al boss a Fuorigrotta.

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