Bloccato da una grave patologia all’anca e ritenuto inoperabile, recupera mobilità con intervento al Ruggi di Salerno

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A cura di Nico Falco
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L’uomo aveva le anche completamente bloccate, tutti gli altri ospedali si erano rifiutati di operare ritenendolo troppo rischioso.

La testa del femore si era fusa all'interno del bacino, determinando la perdita completa della mobilità articolare e un dolore diffuso e intenso. Evoluzione di una grave patologia alle anche su cui, per l'obesità e per le varie altre malattie di cui soffre, sembrava impossibile intervenire. Ma la situazione è stata risolta con un intervento chirurgico ad altissima complessità eseguito nell'ospedale Ruggi d'Aragona di Salerno: il paziente, già nei giorni successivi, ha iniziato a recuperare la mobilità dell'articolazione e il dolore è scomparso.

L'operazione ritenuta troppo rischiosa

Storia a lieto fine, che ha per protagonista un uomo che era affetto da una grave coxartrosi bilaterale e, da anni, era fortemente limitato nelle relazioni sociali e nei movimenti quotidiani. La patologia è stata progressivamente aggravata da un peso corporeo superiore ai 150 chili. Proprio l'obesità severa, e le altre malattie di cui soffre, avevano reso il necessario intervento chirurgico estremamente rischioso, tanto che nessuno degli ospedali a cui si era rivolto aveva ritenuto possibile intervenire; di conseguenza, l'assenza di trattamento aveva portato la patologia a evolvere fino alla diagnosi di anchilosi bilaterale delle anche, condizione in cui la testa del femore risulta fusa all'interno dell'acetabolo.

L'intervento al Ruggi d'Aragona di Salerno

A eseguire l'operazione è stata l'equipe di Ortotraumatologia dell'azienda ospedaliero-universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona diretta da Mauro Nese. Per un quadro clinico così complesso, è stata necessaria una scrupolosa pianificazione multidisciplinare e una regia organizzativa; l'intervento è durato 5 ore e, spiega il dottor Nese, è stato eseguito con successo grazie al supporto dell'anestesista dottoressa Milito, del dottore De Cicco e del fisioterapista Alfredo Rizzo. Già pochi giorni dopo l'operazione il paziente, anche grazie alle terapie riabilitative, ha iniziato a recuperare la mobilità e il dolore è scomparso.

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