Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha annunciato che Alessandra Clemente, attuale assessore ai Giovani del Comune di Napoli candidata alla carica di sindaco alle elezioni Amministrative del 2021. Lo spiega parlando con i giornalisti a margine di una riunione del Consiglio metropolitano: "Ho ritenuto che Alessandra Clemente potesse essere la persona in questo momento più utile per aprire un ragionamento con la città, con la nostra maggioranza, con coloro che hanno fatto il viaggio insieme a noi, con i partiti, insomma con tutti. Credo che questo sia il metodo giusto. L'indicazione di una nostra candidatura credo che non sia soltanto un diritto di chi ha governato in questi anni ma anche un dovere per contribuire a fare chiarezza".

Alessandra Clemente, classe 1987, laureata in Legge, assessore già dalla prima consiliatura De Magistris, nel 2011, è la figlia di Silvia Ruotolo, la donna che l'11 giugno 1997 fu uccisa dalla camorra, vittima innocente durante un agguato alla salita Arenella. La giovane nel corso degli anni è diventata punto di riferimento di tutto l'associazionismo che ruota intorno alle testimonianze dei parenti delle vittime della malavita e promuove i comportamenti di legalità contro le mafie. Clemente è considerata tra gli assessori più vicini alle posizioni del sindaco di Napoli: Fanpage.it aveva anticipato la decisione di De Magistris agli inizi di settembre.

Come si è arrivati al nome della Clemente? Sostanzialmente nel momento in cui De Magistris ha capito che i rapporti col Partito Democratico di Napoli erano al lumicino e che non ci sarebbe stato spazio per un "suo" candidato in una coalizione di quadro ampio. Oggi, l'epilogo: Enzo Amendola, ministro Dem dato per papabile candidato non è sembrato possibilista sulla sua corsa alle Comunali. Il rischio è che si sfili, come ha fatto l'altro ministro Gaetano Manfredi. E oggi il segretario metropolitano del Pd Napoli Marco Sarracino in un lungo post ha bocciato ogni ipotesi di individuare candidati in continuità col passato (che per 10 anni è stato targato Luigi e Claudio De Magistris):

Non sono in disaccordo dunque con chi reclama una classe dirigente nuova all'altezza di tale sfida. Nuova non significa per forza giovane. Abbiamo l'urgenza di realizzare un patto generazionale tra gruppi dirigenti non solo dei partiti, ma di chi oggi produce rappresentanza e conflitto nella nostra società. Nel mondo dei saperi, della scienza, dell'associazionismo di base. Tutti insieme, armati di ago e filo per ricucire il rapporto ormai deteriorato tra cittadini ed istituzioni e per costruire un campo plurale, aperto, di pari dignità, non contro qualcuno ma per Napoli. Non abbiamo bisogno di prove muscolari: commettere gli errori del passato sarebbe imperdonabile.

Sandro Ruotolo no, a metodo di De Magistris

Nota significativa in tal senso: nei mesi scorsi si è spesso parlato di "metodo Ruotolo" per Napoli, ovvero si è fatto riferimento alla collaborazione politica tra pezzi di DeMa , Pd e M5S che ha consentito l'elezione al Senato del giornalista Sandro Ruotolo (che peraltro è zio di Alessandra Clemente). Con la decisione motu proprio di De Magistris questo metodo di lavoro è ‘saltato'. E proprio ieri , quando si diffondeva la notizia della possibile investitura della Clemente che Ruotolo con un tweet ha spiegato la sua posizione: "Ma siete convinti di partire con il piede giusto? Nomi di sindaci candidati, primarie si primarie no. Se si vuole dar vita all’alleanza che sostiene il governo sui territori bisogna incontrarsi, parlare dei programmi e poi scegliere il candidato che unisce".