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Cavi elettrici bruciati dalle ondate di caldo, piano anti-blackout a Napoli: 8 tir con power station e squadre Enel

Piano per l’estate di E-Distribuzione per fronteggiare le ondate di calore in Campania. Una flotta di tir con power station, gruppi elettrogeni e squadre di tecnici.
Una power station a Napoli (a sinistra). Un tecnico di E–Distribuzione in Corso Umberto (a destra) / Fanpage.it
Una power station a Napoli (a sinistra). Un tecnico di E–Distribuzione in Corso Umberto (a destra) / Fanpage.it

Pronto il piano anti-blackout di Enel per l'estate 2026 a Napoli contro le ondate di calore che bruciano i cavi, provocando anche incendi nel sottosuolo, come accaduto a Corso Umberto. Ad oggi, a quanto apprende Fanpage.it da fonti qualificate, ci sono 8 tir con power station, cioè i generatori alternativi di elettricità, e tantissimi gruppi elettrogeni più piccoli nella provincia di Napoli. Ma all'occorrenza se ne possono fare arrivare altri da regioni limitrofe. Le ondate di calore delle ultime settimane stanno mettendo sotto pressione le reti elettriche in tutta Europa.

Temperature elevate e persistenti, assenza di precipitazioni e crescita dei consumi legati al raffrescamento stanno rendendo più impegnativo il lavoro delle reti di distribuzione, soprattutto nelle aree dove il caldo si prolunga per più giorni consecutivi. A soffrire di più sono in particolare i cavi interrati e i materiali isolanti, che con il calore accumulato nel terreno vengono sottoposti a uno stress termico maggiore. In queste condizioni aumenta la probabilità di guasti ravvicinati o simultanei, e il problema non è solo il singolo guasto, ma la possibilità che più criticità si presentino insieme, mettendo la rete sotto pressione.

Secondo, E-Distribuzione, che gestisce i grandi elettrodotti che portano l'energia fino a casa, "i sovraccarichi non sono la causa dei guasti, ma semmai l’effetto di una rete che, colpita da problemi diffusi e contemporanei, è costretta a operare in emergenza. In altre parole, il guasto nasce dallo stress climatico sugli impianti, mentre il sovraccarico arriva dopo, quando il sistema deve reagire rapidamente per garantire la continuità del servizio". "Il caldo estremo – spiega – non è più un fenomeno eccezionale o limitato a pochi giorni all’anno, ma una condizione con cui il sistema elettrico deve confrontarsi in modo strutturale. In queste settimane gli effetti degli stress termici si vedono con particolare evidenza in diversi Paesi, tra cui Francia, Inghilterra e Germania, dove le alte temperature hanno creato criticità rilevanti anche su sistemi elettrici molto solidi; in Italia, finora, la rete e gli interventi tecnici hanno mostrato un grande livello di resilienza".

Il piano anti- blackout in Campania

In questo quadro si inserisce il lavoro dei tecnici di E-Distribuzione, impegnati in tutta la Campania con un grande dispiegamento di uomini, mezzi e competenze specialistiche. Le squadre operative stanno lavorando con turni di reperibilità rafforzati, una maggiore disponibilità di personale e la presenza di strumenti fondamentali come gruppi elettrogeni, Power Station e laboratori mobili, utili per intervenire rapidamente nelle aree più esposte o nei punti in cui il guasto non può essere ripristinato nell’immediato.

Quando la situazione lo richiede, i gruppi elettrogeni e le Power Station possono essere posizionati in via preventiva nelle zone più critiche e raggiungere nel giro di poche ore le aree colpite. Nei casi più complessi, inoltre, possono essere attivate task force provenienti da altri territori, così da concentrare rapidamente uomini, mezzi e competenze dove servono di più. È un modello di intervento che punta non solo a riparare, ma anche a contenere gli effetti dei guasti legati al caldo e a ridurre il tempo di esposizione dei cittadini e delle attività produttive.

Tutte queste modalità operative sono contenute nel Piano Estate di E-Distribuzione, che rappresenta la sintesi di questo approccio. Il piano prevede una fase preventiva, dedicata all’individuazione e all’aggiornamento continuo degli impianti e delle aree più esposte, alla risoluzione delle criticità di rete, alle attività diagnostiche sui cavi interrati e all’ottimizzazione dei sistemi di protezione e telecontrollo. Accanto a questa parte, c’è una fase attuativa pensata per la gestione degli eventi emergenziali, con risorse pronte a intervenire in modo mirato e rapido.
Il Piano Estate si inserisce in una strategia più ampia, che per E-Distribuzione non è una risposta occasionale, ma un vero cambiamento del modello operativo e degli investimenti. L’azienda elettrica sta infatti lavorando lungo tre direttrici: rafforzamento della resilienza infrastrutturale, prevenzione dei rischi e gestione integrata delle emergenze, secondo il modello 4R — Risk Prevention, Readiness, Response e Recovery.

Investiti 2,8 miliardi in tre anni

Accanto alla risposta immediata, conta anche il rafforzamento strutturale della rete. Nel periodo 2025-2028 E-Distribuzione ha avviato un piano di investimenti nazionale da circa 2,8 miliardi di euro, una parte rilevante dei quali al Sud, per adeguare la rete agli impatti delle ondate di calore e ridurre gli effetti dei guasti multipli. Gli interventi prevedono ammodernamento e potenziamento delle infrastrutture, nuove linee, maggiore possibilità di rialimentazione alternativa e ulteriore automazione della rete.

La strategia si fonda anche sul coordinamento con le amministrazioni comunali, come dimostrato questi giorni proprio a Napoli, dove si è potuta toccare con mano la grande collaborazione tra aree tecniche comunali e dell’azienda ma anche Protezione civile, autorità locali e operatori, oltre che sull’integrazione dei dati meteorologici nei processi previsionali e decisionali. A questo si aggiungono collaborazioni scientifiche per analizzare in modo sempre più preciso l’impatto del clima sulle infrastrutture, con l’obiettivo di anticipare le criticità prima che diventino disservizi diffusi.

"Il punto, in sostanza – conclude Enel – è che le ondate di calore non colpiscono solo le persone, ma anche le reti che rendono possibile la vita quotidiana. Per questo il lavoro dei tecnici è decisivo: perché permette di intervenire con tempestività, limitare l’estensione e la durata delle interruzioni e garantire il ripristino del servizio anche negli scenari più severi. È questa la logica del Piano Estate: prevenire quando possibile, reagire subito quando serve e rafforzare nel tempo una rete sempre più esposta alle conseguenze del cambiamento climatico".

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