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Cartelle esattoriali in Campania, la rottamazione-quinquies parte il 15 ottobre: chi può aderire

La Regione Campania fissa la data operativa della rottamazione cartelle nella legge di assestamento: ecco i passaggi per chi vuole saldare i conti col Fisco.
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Bollo auto arretrato, multe mai pagate, cartelle esattoriali finite nel dimenticatoio: da metà ottobre chi ha un debito con la riscossione in Campania potrà finalmente sapere quanto deve e come chiudere la partita. La Regione Campania ha messo nero su bianco la procedura per aderire alla rottamazione-quinquies, fissando anche il giorno di partenza: il 15 ottobre 2026.

La misura è contenuta nell'assestamento di bilancio di previsione 2026-2028 approvato di recente in Consiglio regionale e riguarda i carichi affidati agli agenti della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.

Chi può aderire alla rottamazione-quinquies

La definizione agevolata si applica a due platee di debiti: quelli in carico all'Agenzia delle Entrate-Riscossione e quelli gestiti dal concessionario regionale, il raggruppamento Municipia-Abaco. Dentro ci rientrano sia le entrate tributarie – il bollo auto è il caso più diffuso – sia quelle non tributarie, come le sanzioni amministrative. Non c'è un tetto di reddito o una categoria esclusa: il criterio è la data di affidamento del carico, non chi lo deve pagare.

Cosa si paga (e cosa no)

Chi aderisce versa il capitale dovuto, le spese delle procedure esecutive e quelle di notifica delle cartelle esattoriali. Restano invece azzerate le sanzioni, gli interessi di mora e l'aggio di riscossione. L'importo cambia da posizione a posizione, perché dipende dalla composizione del singolo carico: non esiste una percentuale fissa di sconto valida per tutti.

Come si fa domanda dal 15 ottobre

A partire dal 15 ottobre 2026 si apre la finestra operativa. Chi ha debiti con Municipia-Abaco dovrà collegarsi al sito del concessionario, o alla sezione dedicata del Portale delle Entrate della Regione Campania, verificare la propria posizione debitoria e presentare la dichiarazione di adesione. Chi invece ha carichi in mano all'Agenzia delle Entrate-Riscossione seguirà la modulistica nazionale prevista dall'articolo 10-quinquies del decreto-legge 38 del 27 marzo 2026, convertito con la legge 88/2026. Prima del 15 ottobre non risultano attive procedure di verifica o presentazione della domanda.

Rateizzazione: le regole da non sbagliare

Chi non paga in un'unica soluzione può dilazionare l'importo fino a un massimo di 54 rate bimestrali, con un vincolo preciso: ogni rata non può scendere sotto i 100 euro, e sull'importo dilazionato si applica un tasso d'interesse del 3% annuo. Sul rispetto delle scadenze la legge non lascia margine: saltare o pagare in modo insufficiente la rata unica, due rate anche non consecutive del piano, oppure l'ultima rata, fa decadere il beneficio e riattiva sanzioni e interessi.

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