Boscotrecase senza un Pronto Soccorso: “Lo denunciava già Giancarlo Siani 40 anni fa”

Gli abitanti di Boscotrecase e Torre Annunziata tornano a chiedere l’apertura del pronto soccorso nell’ospedale Sant’Anna, da sempre simbolo di speculazione, ritardi e sprechi, come già denunciava Giancarlo Siani 40 anni fa.
A cura di Peppe Pace
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Il presidio davanti all'ospedale di Boscotrecase.
Il presidio davanti all'ospedale di Boscotrecase.

In migliaia hanno marciato da Torre Annunziata fino alle pendici del Vesuvio, dove sorge l'ospedale di Sant'Anna e Madonna della Neve, per chiedere ancora una volta la riapertura del pronto soccorso negato ai cittadini da quando, 4 anni fa, la struttura venne destinata a far fronte all'emergenza Covid. Già il mese scorso, gli attivisti di "Ce avete accise a Salute" si erano mobilitati dopo la triste vicenda della bimba morta nel tentativo di raggiungere l'ospedale San Leonardo di Castellammare, dopo essere stata respinta dal Sant'Anna proprio per la mancanza del pronto soccorso.

Da sempre simbolo di speculazioni e abbandono delle istituzioni, l'ospedale di Boscotrecase era già al centro di polemiche 40 anni fa, quando il cronista del Mattino Giancarlo Siani, barbaramente ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985, ne denunciava sprechi e disservizi. Grazie al lavoro di Titti D'Amelio e dei Cronisti Scalzi Iod Edizioni, gruppo di approfondimento e divulgazione degli scritti di Giancarlo Siani, sono stati riportati alla luce alcuni articoli del 1982, che appaiono, a discapito del tempo passato e del susseguirsi di governi locali e nazionali, tragicamente attuali. Siani parlava dell'ospedale Sant'Anna di Boscotrecase, che sulla carta avrebbe dovuto sostituire il vecchio ospedale civile di Torre Annunziata, non più in grado di far fronte alle richieste di una popolazione in continua crescita:

Un ospedale vecchio con apparecchiature tra le più moderne in Italia (vecchio ospedale civile di Torre Annunziata ndr.) che non vengono utilizzate, un nuovo ospedale (ospedale Sant'Anna di Boscotrecase ndr.) fermo da quasi 30 anni per il quale sono già stati spesi più di 4 miliardi, in una città con più di 60 mila abitanti, gli ammalati vengono trasferiti in altri centri sanitari della zona, una situazione che ha del paradossale.

Il nuovo ospedale potrebbe ospitare circa 300 posti letto e sarebbe certamente la soluzione necessaria per soddisfare le esigenze della popolazione. La vicenda del nuovo ospedale ha sempre rappresentato l'esempio della noncuranza e della trascuratezza con cui è stato affrontato il problema dell'assistenza sanitaria in città.

L'ospedale vecchio non è assolutamente in grado di poter soddisfare le normali esigenze di una vasta popolazione ed i ritardi accumulati in questi anni non hanno fatto altro che aggravare i disagi e lo scontento per le strutture ospedaliere esistenti.

Le parole di Giancarlo Siani hanno accompagnato il corteo in cui migliaia di cittadini, comitati e associazioni hanno chiesto un incontro urgente col Prefetto di Napoli, in quanto la mancanza del pronto soccorso nella zona sta diventando un problema di ordine pubblico. Il sovraffollamento del pronto soccorso del San Leonardo di Castellammare, infatti, ha generato una situazione ingestibile nella quale i pazienti, costretti ad aspettare fino a 4 ore per una visita, spesso riversano la propria rabbia e frustrazione sul personale medico e infermieristico.

«La soluzione non può essere la polizia negli ospedali – come spiegano sia Max Napolitano del movimento "Ce avite accise a Salute", sia Salvatore, infermiere del San Leonardo – il problema si risolverà solo con la riapertura del pronto soccorso di Boscotrecase».

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