Blitz contro i Contini, in carcere anche Patrizio Bosti junior: guidava il gruppo “dei Porticati”

Nel gruppo smantellato dalla Polizia di Stato e collegato al clan Contini ci sarebbe anche un rampollo del clan: tra i destinatari delle misure eseguite questa mattina figura anche Patrizio Bosti junior, figlio di Ettore e nipote omonimo del boss noto all'anagrafe di camorra come "‘o Patrizio". Il ventiduenne era tornato in libertà nel febbraio scorso, per lui l'ordinanza di custodia cautelare ha disposto il carcere.
Le indagini, partite dalla violenta aggressione che si consumò il 15 maggio 2022 davanti al ristorante "Cala la pasta", hanno svelato l'esistenza di un gruppo composto da giovanissimi, dedito a rapine, truffe e traffico di droga e attivo sia nella zona di San Giovanniello, roccaforte del clan fondato da "Edoardo ‘o Romano", sia in altre città italiane ed estere. Complessivamente l'operazione ha portato in carcere 6 persone, per altri tre indagati è stato disposto il divieto di dimora in Campania.
Patrizio Bosti junior, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, sarebbe a capo del gruppo "dei Porticati", nato dalla scissione del gruppo della "Stadera-Poggioreale" (retto fino alla sua morte da Paolo Di Mauro, alias Paoluccio l'infermiere); gli altri due gruppi nati sarebbero quello della "Cittadella" e quello del "Priatorio".
Gli altri 5 indagati destinatari di misura cautelare in carcere avrebbero avuto tutti un ruolo nel gruppo guidato da Bosti Junior: Giorgio Marasco (organizzatore e armiere), Gennaro Diano (collaboratore fidato di Bosti e braccio armato), Emanuele Rubino (braccio armato), Franco Mesina (braccio armato, incaricato di nascondere le armi), Antonio Raia (braccio armato).