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Omicidio di Fabio Ascione, in carcere anche il 17enne: guidava lo scooter nella sparatoria a Ponticelli

Disposta la custodia cautelare in carcere per il 17enne coinvolto nella morte dell’innocente Fabio Ascione a Ponticelli; il ragazzo avrebbe guidato lo scooter nel conflitto a fuoco precedente.
A cura di Nico Falco
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Fabio Ascione
Fabio Ascione

È stato disposto il carcere anche per il minorenne indagato per le vicende che ruotano intorno all'omicidio di Fabio Ascione, il giovane di venti anni ucciso la notte del 7 aprile a Ponticelli, secondo le ricostruzioni da una pallottola esplosa accidentalmente: il gip del Tribunale per i Minorenni di Napoli non ha convalidato il fermo per il 17enne ma ha disposto la misura cautelare che sancisce il suo trasferimento in Istituto di pena minorile.

Il minore (difeso dagli avvocati Antonio Rizzo e Giovanni Nappo) non è accusato dell'omicidio di Ascione ma della sparatoria di pochi minuti prima, quella che avrebbe visto coinvolti Francesco Pio Autiero, il 23enne ritenuto legato al clan De Micco che di lì a poco avrebbe sparato per errore uccidendo Ascione, e alcuni giovani di Volla legati al clan Veneruso-Rea; il 17enne sarebbe stato alla guida dello scooter durante il conflitto a fuoco a Ponticelli, le accuse nei suoi confronti sono di pubblica intimidazione con uso di armi, porto e detenzione di arma da fuoco aggravato.

Nell'udienza di convalida il ragazzo ha rilasciato dichiarazioni spontanee sull'omicidio di Ascione, confermando la dinamica ricostruita dai carabinieri di Poggioreale: il colpo di pistola sarebbe partito accidentalmente e dopo la sparatoria, quando i giovani si erano spostati nell'androne di un palazzo del "Parco di Topolino", mentre Autiero raccontava del conflitto a fuoco brandendo la pistola. Per oggi è prevista l'udienza di convalida davanti al gip de Angelis del fermo emesso nei confronti di Francesco Pio Autiero (difeso dagli avvocati Leopoldo Perone e Simone Grossi); anche a lui, oltre all'omicidio, vengono contestati i reati di porto e detenzione di arma da fuoco e la pubblica intimidazione con uso di armi aggravati.

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