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Borse di lusso e viaggi coi fondi per migranti: al consorzio Maleventum contestato danno erariale da 1,3 milioni

La Corte dei Conti contesta un danno erariale da 1.3 milioni di euro agli amministratori del consorzio Maleventum: i soldi destinati all’accoglienza migranti sarebbero stati usati per spese personali.
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A cura di Nico Falco
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Avrebbero ridotto i servizi assistenziali forniti nei centri per l'accoglienza ai migranti del consorzio "Maleventum" e si sarebbero appropriati dei soldi risparmiati, usandoli per scopi personali: viaggi, soggiorni, accessori di lusso. Ammonta complessivamente a 1,3 milioni di euro il danno erariale che la Guardia di Finanza di Benevento e la Procura Regionale per la Campania della Corte dei conti (vice procuratore Davide Vitale, procuratore Giacinto Dammicco) contestano a otto persone, tra cui ci sono ex dipendenti della Prefettura di Benevento; a tutti sono stati notificati gli inviti a dedurre.

L'inchiesta della procura contabile nasce dalla trasmissione, nel dicembre 2018, del procedimento penale che è sfociato in una sentenza di condanna del Tribunale di Benevento lo scorso 21 aprile. Destinatari degli inviti a dedurre sono Paolo Di Donato, ritenuto amministratore di fatto e dominus del consorzio Maleventum, e gli amministratori e i rappresentanti legali dell'ente nel periodo compreso tra il 2014 e il 2018: si tratta di Renza Fusco, Elio Ouechtati, Giuseppe Caligiure e Giovanni Pollastro. Invito a dedurre anche per Felice Panzone, ex funzionario della Prefettura di Benevento che si occupava della gestione dei centri di accoglienza per migranti, e per Maria Rita Circelli e Giuseppe Canale, ex dirigenti dell'Area Immigrazione della Prefettura.

A Panzone, in particolare, viene contestato anche di avere avvisato i centri dell'imminenza dei controlli da parte degli ispettori (di Prefettura, Asl, Nas e anche delegazioni Onu), utilizzando determinate frasi, e di non avere avviato le procedure previste per sanzionare le criticità riscontrate. Accusa analoga anche per gli altri due ex dirigenti dell'Area Immigrazione della Prefettura, che non avrebbero applicato le penalità previste dal contratto e le misure previste in caso di irregolarità.

Secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle, al consorzio Maleventum, attraverso la Prefettura di Benevento, sarebbero confluiti, nel periodo compreso tra il 2014 e il 2018, oltre 20 milioni di euro, erogati dal ministero dell'Interno e destinati all'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale. Parte del denaro, però, sarebbe stata utilizzata per scopi personali dagli amministratori del consorzio e dai loro familiari; i soldi sarebbero stati spesi anche in negozi di note griffe, come Hermes, Chanel e Prada, e in soggiorni e viaggi, oltre che in trasferimenti di denaro ai familiari del gestore di fatto e per altre operazioni che, secondo gli inquirenti, sono estranee agli scopi per i quali erano stati concessi i finanziamenti pubblici.

Nel corso dei controlli nei centri gestiti dal consorzio sono emerse gravi carenze igienico-sanitarie, sovraffollamento, beni e servizi essenziali insufficienti e assenza degli adeguati standard di sicurezza, quindi il mancato rispetto degli obblighi previsti dai capitoli di appalto.

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