Bimbo 12enne abusato nel negozio a Casalnuovo, attirato con una scusa dal commerciante: il pm chiede l’ascolto protetto

Sarebbe stato attirato con una scusa nel retrobottega del negozio e lì abusato sessualmente, il bimbo di 12 anni vittima di violenza a Casalnuovo, in provincia di Napoli. I fatti risalgono al 13 giugno scorso e per quanto accaduto è finito in carcere un uomo di 46 anni, residente nella stessa cittadina, assistito dall'avvocato Donato Laino. Dovrà difendersi dall'accusa di violenza sessuale aggravata perché, con violenza o, comunque, abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica dettate dall'età, avrebbe costretto o indotto il ragazzino minore di quattordici anni a subire gli atti sessuali.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il ragazzino, che compirà 13 anni a settembre, si era recato nell'esercizio commerciale per sbrigare una commissione. Il negoziante, però, avrebbe carpito la sua fiducia con domande sulla scuola e sull'attività sportiva e, successivamente, con la scusa di compiere una ricerca insieme sul web, lo avrebbe portato dietro al bancone del negozio, dove avrebbe iniziato ad abusare e compiere atti sessuali sul ragazzino. Il bimbo avrebbe poi raccontato tutto ai genitori che, assistiti dall'avvocato Francesco Petruzzi, hanno sporto denuncia. Il 46enne il 25 giugno scorso, è stato arrestato e portato in carcere. Il fermo è stato convalidato dal gip.
Chiesta l'audizione protetta per il 12enne
Il pubblico ministero della procura di Nola, Simone Rappucci, ha chiesto al gip l'incidente probatorio per ascoltare il dodicenne e di disporre l'assunzione della testimonianza con una audizione in forma protetta. In pratica, il bimbo sarà sentito dai giudici, ma senza venire in contatto con l'indagato, che avrà comunque la possibilità di assistere. Il pm ha richiesto anche la nomina di un perito, che dovrebbe valutare le competenze cognitive e relazionali del minore ed eventuali condizionamenti psichici. Il bimbo avrebbe un ritardo nell'apprendimento. Il bimbo, come detto, secondo le prime ricostruzioni, era andato nel negozio per fare delle commissioni e, dopo essere tornato, sarebbe rimasto in silenzio per circa 2 ore. Successivamente, avrebbe avvicinato il padre, dicendo che doveva dirgli una cosa, ma chiedendogli di non arrabbiarsi. Avrebbe quindi confidato al genitore la violenza subita.