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Arresto in aereo a Capodichino per l’omicidio del nipote del boss Rinaldi: preso pregiudicato dei Mazzarella

La Polizia ha arrestato un pregiudicato legato al clan D’Amico-Mazzarella, di ritorno da Ibiza: è accusato di avere preso parte all’omicidio di Salvatore De Marco, ucciso davanti alla moglie il 2 marzo 2026.
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A cura di Nico Falco
Immagine di repertorio
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I poliziotti lo hanno bloccato mentre era ancora sull'aereo, appena atterrato a Capodichino: è finito così in manette Raffaele Busiello, pregiudicato napoletano ritenuto esponente del clan D'Amico-Mazzarella di San Giovanni a Teduccio. Accusa pesante: avrebbe organizzato e preso parte all'omicidio di Salvatore De Marco, il 34enne ucciso il 2 marzo scorso a San Giovanni a Teduccio; l'agguato sarebbe da inquadrare nella faida tra i Mazzarella e i Rinaldi: il giovane, che era stato da poco scarcerato e non aveva precedenti penali associativi, era il nipote del capoclan Ciro Rinaldi detto "My Way".

L'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, è stata eseguita nella serata di ieri, 24 giugno, nell'aeroporto napoletano; l'indagato era appena tornato da una vacanza a Ibiza insieme ad amici e familiari. Le accuse sono di concorso in omicidio e detenzione e porto illegali di arma da fuoco, aggravati dal metodo mafioso. Il provvedimento arriva al termine di indagini svolte dalla Squadra Mobile di Napoli col coordinamento della Dda; elementi nei confronti di Busiello sono stati ricavati anche dall'analisi delle immagini registrate da numerose telecamere di sorveglianza, sia prima sia dopo l'agguato.

La vittima, Salvatore De Marco, era stata raggiunta in pieno giorno il 2 marzo scorso, mentre si trovava in auto con la moglie in via Sorrento, nel quartiere San Giovanni a Teduccio. I killer, arrivati a bordo di un'automobile, gli avevano sparato contro diversi colpi di pistola; il 34enne era stato portato d'urgenza all'Ospedale del Mare ma i sanitari non avevano potuto fare nulla per salvargli la vita: era stato raggiunto da diversi proiettili, tra i quali alcuni lo avevano centrato all'addome e al torace.

Le indagini si erano immediatamente concentrate sulle parentele del 34enne: nonostante non avesse riportato condanne per associazione mafiosa, era ritenuto legato al clan Rinaldi. Suo padre, Luigi De Marco, era stato ucciso in un agguato il 28 marzo 1996 insieme al boss Vincenzo Rinaldi; per quel duplice omicidio erano state emesse misure cautelari per esponenti di vertice dei D'Amico-Mazzarella.

Busiello, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe avuto un ruolo di logistica: si sarebbe occupato del sopralluogo e della ricerca della vittima e avrebbe procurato l'automobile usata dai killer e l'avrebbe custodita nei giorni precedenti all'omicidio; dopo la spedizione di morte, infine, avrebbe recuperato il conducente del veicolo, che era stato abbandonato in un luogo isolato.

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